La legge di bilancio 2026 non ha stanziato nuove risorse per la sicurezza e anzi ha continuato a imporre tagli e restrizioni, soprattutto in tema di assunzioni: ribadiamo che quelle propagandate sono "ordinarie", già previste e sono sempre inferiori ai pensionamenti previsti. Non bastava questo quadro fosco. Abbiamo anche appreso che il Viminale ha elaborato in questi giorni un pacchetto di norme che sarà discusso dal governo: al di là di qualche impegno di spesa minimo (anche se non si capisce da dove saranno prese le risorse) per aumentare la sicurezza nelle stazioni, si parla di fermo preventivo fino a 12 ore per manifestanti con volto coperto, casco o armi nelle strade, tolleranza zero sui coltelli, zone rosse istituite dai prefetti, espulsioni più facili, l'introduzione di un illecito penale punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni per chi non si ferma all’alt degli organi di polizia, una parziale punibilità dei minori a partire dai 12 anni. Propaganda. Un puro esercizio retorico di machismo militarista e slogan securitari, a costo zero, che avrà il solo effetto di esasperare il disagio sociale e di aggravare il lavoro delle forze dell’ordine. Del resto in questi tre anni, nonostante i numerosi pacchetti e decreti, la sicurezza e la percezione di sicurezza da parte dei cittadini è nettamente peggiorata. Non siamo noi a dirlo. C'è poi la delicata questione dello scudo penale. Tutte norme che analizzeremo nel dettaglio una volta che saranno diffusi i provvedimenti definitivi. Ma se il buongiorno si vede dal mattino...

Pietro Colapietro

Segretario Generale Silp Cgil

(iPol 566/2026)

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