Assistiamo, ancora una volta, a uno spettacolo che ferisce non solo la dignità delle donne e degli uomini della Polizia di Stato, ma anche l'intelligenza dei cittadini. La recente diffusione dei dati relativi alle assegnazioni del personale nel ruolo agenti e assistenti su tutto il territorio nazionale è stata trasformata dall'attuale governo nell'ennesima operazione di pura propaganda. Ciò che indigna, prima ancora dei numeri, è il metodo. È inaccettabile che informazioni ufficiali sull’assetto organico delle nostre Questure e dei nostri Commissariati vengano veicolate strumentalmente da parlamentari di maggioranza nelle diverse realtà locali, trasformate in una sorta di "velina" politica. Un gioco tattico volto a intestarsi meriti e a millantare un’attenzione alla sicurezza che, nei fatti, resta tutta da dimostrare.
La gestione dell'informazione, quando si parla di apparati dello Stato, dovrebbe essere improntata alla massima trasparenza e al rispetto delle istituzioni, non piegata a logiche di consenso elettorale. Ma è sulla sostanza, purtroppo, che risiede la preoccupazione più profonda. Chi ha avuto modo di analizzare con rigore i numeri scopre una realtà ben diversa da quella raccontata dai palazzi del potere. Il tanto sbandierato piano di potenziamento è, nella sostanza, del tutto insufficiente. Nella stragrande maggioranza delle province italiane, con criticità ancora più accentuate nelle grandi aree metropolitane, le nuove assegnazioni non compensano minimamente i vuoti lasciati dalle uscite per pensionamento previste per il 2026. Non possiamo, con onestà intellettuale, parlare di "potenziamento" quando, al netto di un turnover che stenta a garantire il pareggio, la forza lavoro effettiva resta invariata o, in troppi casi, diminuisce.
Quello a cui stiamo assistendo è un mero pareggio contabile che ignora le reali e urgenti necessità di un Paese che chiede risposte quotidiane sul fronte della sicurezza. La carenza di personale non è un'emergenza estemporanea, ma una criticità strutturale che il SILP Cgil denuncia da tempo, inascoltato. Non bastano gli annunci roboanti a colmare i vuoti nei nostri uffici o a far fronte alla complessità dei compiti che la Polizia di Stato è chiamata a svolgere ogni giorno. Come sindacato, continueremo a contrastare con fermezza questa narrazione fuorviante. I cittadini, così come le lavoratrici e i lavoratori della Polizia di Stato, meritano rispetto, trasparenza e, soprattutto, risposte concrete. Non slogan elettorali che servono solo a nascondere, sotto una patina di ottimismo di facciata, il costante e preoccupante depauperamento degli organici. La sicurezza è un pilastro della democrazia: non merita di essere svenduta per qualche titolo di giornale.
Pietro Colapietro
Segretario Generale Silp Cgil
(agenzie stampa 11 luglio 2026)