"Il sindaco di Trieste eviti di lanciare proposte operative agli agenti della Polizia di Stato, dato che evidentemente non conosce la disciplina che regola l'attivita sotto copertura". E' la posizione espressa dal sindacato di Polizia Silp Cgil Trieste, a seguito delle esternazioni del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza il quale, preoccupato per "l'aumento esponenziale dello spaccio" (meno del consumo), ha affermato che "se io fossi poliziotto mi vestirei da 'barbone' e andrei a comprare la droga e poi l'arresterei".
"Ci sentiamo in dovere di invitare il sindaco a leggere quanto recita la disciplina prevista dall’art. 97 D.P.R. 309\1990 in merito all'“Acquisto simulato di droga”. Tale articolo è relativo all’inizio dell’attività sotto copertura dell’agente infiltrato, che deve tendere ed essere orientata “al solo fine di acquisire elementi di prova” in ordine ad una serie di delitti specificamente previsti: questa è la ratio per cui la norma è stata introdotta nell’ordinamento positivo; questo è lo scopo cui deve tendere in concreto l’attività dell’agente che, per il sindaco, dovrebbe travestirsi da barbone. In altri termini l'attivita' non deve mai “istigare”, non deve, cioè, mai indurre terzi a commettere reati".
"Proprio in vista dell'obiettivo di mantenere ordinata convivenza e sicurezza nella comunità, e' importante che le istituzioni diano corretta informazione su come lavorano le Forze dell'Ordine, evitando di ispirarsi a quanto si vede nei telefilm americani".
Queste le dichiarazioni del Sindaco di Trieste Dipiazza, così come riportate sul quotidiano on-line Triesteprima (http://www.triesteprima.it/cronaca/Dipiazza-spaccio-droga-3-marzo-2017.html):
Droga, Dipiazza: «Preoccupa lo spaccio: io mi fingerei cliente e li arresterei»
„SICUREZZA - «Dobbiamo controllare il territorio, mi scrivono ragazze che si fanno venire a prendere dai genitori alla fermata dell’autobus perchè hanno paura di tornare a casa da sole. Credo che sia necessario avere più agenti in borghese, mentre non sono sicuro che i lampeggianti accesi di notte possano servire, se non da piccolo deterrente (in riferimento all'annuncio fatto dal Questore La Vigna, ndr)».
«Mi preoccupa l’aumento esponenziale dello spaccio, non solo a Trieste. Se io fossi poliziotto mi vestirei da “barbone” e andrei a comprare la droga e poi l’arresterei. Sono tutti temi che affronterò con il nuovo questore a cui darò il mio benvenuto».
«Basta buonismo verso chi delinque: c'è gente che rapina e poi il giorno dopo sono liberi. Io darei carta bianca alle forze dell’ordine, non è possibile che se estraggono la pistola sono quasi fuorilegge. Come il discorso della legittima difesa: quando si spara a un ladro entrato in casa propria si finisce per essere perseguiti più del malvivente: io sono molto austriaco o svizzero, da loro non succede tutto questo».
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Seguici su Facebook: https://www.facebook.com/pages/TriestePrimait/34456368401p.s. questo l'estratto del Codice Penale della Svizzera, che poco si discosta da quello italiano: Art. 15 Ognuno ha il diritto di respingere in modo adeguato alle circostanze un’aggressione ingiusta o la minaccia ingiusta di un’aggressione imminente fatta a sé o ad altri.
Art. 16 1 Se chi respinge un’aggressione eccede i limiti della legittima difesa secondo l’articolo 15, il giudice attenua la pena. 2 Chi eccede i limiti della legittima difesa per scusabile eccitazione o sbigottimento non agisce in modo colpevole.
Art. 17 Chiunque commette un reato per preservare un bene giuridico proprio o un bene giuridico altrui da un pericolo imminente e non altrimenti evitabile agisce lecitamente se in tal modo salvaguarda interessi preponderanti.
Errore sui fatti
3. Atti leciti e colpa. Atto permesso dalla legge
Legittima difesa esimente
Legittima difesa discolpante
Stato di necessità esimente
Codice penale svizzero
Art. 18 1 Se alcuno commette un reato per preservare se stesso o un’altra persona da un pericolo imminente e non altrimenti evitabile per la vita, l’integrità personale, la libertà, l’onore, il patrimonio o altri beni essenziali, il giudice attenua la pena se si poteva ragionevolmente pretendere che l’autore sacrificasse il bene in pericolo. 2 Non agisce in modo colpevole colui dal quale non si poteva ragionevolmente pretendere che sacrificasse il bene in pericolo. 