Polizia, riordino: intervista al segretario del Silp Cgil
 Daniele Tissone Silp Cgil    

(AGENPARL) – Roma, 27 apr 2017 – Il sindacato dei poliziotti Cgil, il Silp, si mobilita ancora una volta per il riordino dei ruoli e delle funzioni delle forze di polizia, un provvedimento molto importante che interessa circa 500.000 operatori in divisa tra poliziotti, carabinieri, militari, vigili del fuoco e che può contare su un finanziamento di circa 1 miliardo di euro. Al momento è stato elaborato dal governo uno schema di decreto legislativo che ha avuto un sostanziale via libera, pur con qualche rilievo, dal Consiglio di Stato e che ora è al vaglio del Parlamento e delle competenti Commissioni, chiamate ad esprimere un parere. Il Silp Cgil, mobilitato da mesi con una campagna di protesta sintetizzata nello slogan #riordinosimanoncosi, ha lanciato stamani una nuova iniziativa: tutte le segreterie regionali e provinciali del sindacato hanno contattato deputati e senatori eletti nei rispettivi territori per consegnare un pacchetto di proposte di modifica del provvedimento. Un modo per sensibilizzare i parlamentari in maniera più diretta. Ne parliamo con Daniele Tissone, segretario generale del Silp Cgil.

Tissone, quali risultati sperate di portare a casa?
“Innanzitutto voglio ringraziare le segreterie provinciali e regionali del mio sindacato per lo straordinario sforzo che stanno facendo assieme alla segreteria nazionale. Questa è una battaglia epocale per la Polizia di Stato e per le forze dell’ordine, un treno che aspettavamo da oltre 20 anni e che rischiamo di perdere ancora una volta. Non possiamo permettercelo”.

Il capo della polizia Gabrielli proprio ieri, in audizione parlamentare, ha parlato di un provvedimento sostanzialmente positivo.
“Direi che sono positive le intenzioni, che è positiva la volontà di riformare il sistema sicurezza per renderlo più efficiente. Ma ci sono tante cose che potevano, che possono ancora essere fatte e sulle quali invece non sono stati fatti passi avanti. C’è stato poi un errore di fondo da parte della nostra Amministrazione: non sono stati coinvolti i sindacati, la ‘partita’ è stata giocata solo al tavolo interforze in un confronto tra corpi dello Stato che ha visto la Polizia partire da una condizione svantaggiata”.

Può fare qualche esempio?
“Partiamo da due dati. Il primo è che in Polizia per due decenni non sono stati banditi concorsi, diversamente ad esempio da Carabinieri e Finanza. Questo vuol dire che quando ci si è messi al tavolo interforze, siamo partiti da una condizione di inferiorità perché tutti gli altri avevano già valorizzato il proprio personale nel tempo, noi no. Così arrivo alla seconda questione, collegata alla prima: dobbiamo superare i disallineamenti tra forze dell’ordine e lo schema di decreto legislativo è molto carente da questo punto di vista. Da noi esistono, ad esempio, 1.800 Sostituti Commissari che non hanno mai avuto la possibilità, a causa della mancata applicazione di una legge dello Stato, di accedere al Ruolo direttivo. I carabinieri questa possibilità l’hanno avuta. Il riordino prevede 1.500 posti per la Polizia, comunque non sufficienti per tutti, e 800 per gli omologhi dell’Arma. Bene, il Consiglio di Stato evidenzia questa disparità che è solo teorica perché, prima del riordino, migliaia di carabinieri, dal 1993 ad oggi, sono stati promossi al Ruolo direttivo”.

Quali altre situazioni segnalate?
“Pensiamo alla base, ai circa 60.000 agenti e assistenti che sono il cuore della Polizia di Stato. Nelle altre forze dell’ordine, con concorsi banditi regolarmente, hanno avuto la possibilità di diventare sottufficiali, di crescere professionalmente, di dare un contributo significativo alla sicurezza dei cittadini. Da noi è tutto fermo. Si pensa a ruoli di ‘coordinatore’ con anzianità lunghissime che abbiamo chiesto almeno di diminuire come numero di anni. Ci sono poco meno di 40.000 assistenti capo ad oggi in Polizia, molti dei quali andranno in pensione nel prossimo quinquennio dove è prevista la promozione di appena 8.700 nuovi Sovrintendenti. C’è poi la scandalosa situazione dei corsi 15, 16, 17 e seguenti relativi ai Sovrintendenti che avrebbero dovuto diventare Ispettori già nel 1995, ci sono le varie questioni che riguardano il Ruolo Ispettori, i disallineamenti dei Ruoli Tecnici e altre problematiche che poniamo in evidenza”.

Si potrà realmente modificare qualcosa?
“Noi ci proveremo fino alla fine. Abbiamo di fronte anche un’altra grande partita, quella della fase transitoria relativa all’applicazione del riordino. Ho già avuto modo di appellarmi alla nostra Amministrazione e lo ribadisco con grande forza: stavolta si lavori in maniera concertata col sindacato perché possiamo ancora apportare importanti correttive, ferme restando le risorse disponibili che sono comunque considerevoli, circa un miliardo, e che sono state ottenute anche grazie alla battaglia del Silp Cgil”.

Come rispondono i parlamentari stamani al vostro appello?
“Sono interessati, molti non conoscevano le questioni in maniera approfondita e dopo aver compreso la situazione hanno promesso un forte impegno personale. Ce lo auguriamo. Qui non sono in ballo solo promozioni e stipendi. Qui è in gioco l’efficienza del sistema perché senza una buona riforma dei ruoli e delle funzioni delle forze di polizia avremo meno sicurezza e meno efficienza per i cittadini”.

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