Dobbiamo dircela senza fronzoli: il governo Gentiloni sul rinnovo del contratto di lavoro dei poliziotti si gioca una partita importante, direi fondamentale. Le risorse disponibili permettono di avviare una discussione sulla base di un incremento lordo di 85 euro mensili, concordato già da un anno tra Esecutivo, Cgil e organizzazioni sindacali confederali.

Una base di partenza che per le Forze di Polizia deve considerare due necessità ineludibili: la questione del bonus 80 euro specifico per il nostro comparto, che abbiamo perso ad ottobre e che non deve penalizzare gli stipendi del personale in divisa, perché abbiamo bisogno di aumenti veri dopo quasi un decennio di blocco salariale; la necessità di adeguare le indennità accessorie cioè i festivi, i notturni, gli straordinari. Soprattutto questi ultimi, perché vergognosamente siamo uno dei pochi paesi al mondo, forse l'unico, dove l'indennità oraria straordinaria è inferiore a quella ordinaria. Occorrono, pertanto, nuove risorse. La legge di stabilità e i vari "collegati" possono sopperire a questa necessità, non esistono scuse che tengano. Si tratta di una precisa volontà politica, sulla quale giudicheremo l'azione di questo governo e l'intera partita contrattuale.

Serve dunque chiarezza sulla parte economica, ma anche su quella normativa, dove occorre mettere al centro dell’attenzione le condizioni di vita e di lavoro del personale e la valorizzazione della sua professionalità. Per fare questo vanno introdotti nuovi strumenti per migliorare la formazione e le pari opportunità, come l’istituzione del comitato unico di garanzia dotato di un regolamento che ne disciplini il funzionamento, la mobilità per superare eventuali carenze organiche e organizzative, una reale tutela legale e amministrativa, la conciliazione dei tempi di vita con quelli lavorativi attraverso misure concrete per la salute e il benessere, con particolare attenzione allo stress lavoro correlato, il sostegno alla famiglia, alla maternità e alla paternità.

V'è poi la fondamentale questione previdenziale: da un lato bisogna partire subito con la previdenza integrativa per evitare che i poliziotti di oggi siano i nuovi poveri di domani; dall'altro il governo sappia con chiarezza che non accetteremo per il personale in divisa alcun aumento dell'età pensionabile.

Ogni intervento normativo dovrà costituire la base solida e lungimirante degli Accordi Quadro di Amministrazione che seguiranno al contratto. Il governo dovrà impegnarsi, inoltre, ad adeguare ai tempi i regolamenti di servizio, il sistema di valutazione del personale e quello delle sanzioni disciplinari, al fine di garantire maggiori tutele per la difesa.

La trattativa è in corso, la partita ce la giochiamo fino in fondo.

(Da Silp Cgil Magazine - novembre/dicembre 2017)

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