Con riferimento alla bozza di cui all'oggetto, del 5 febbraio 2018, il SILP CGIL intende aderire all'invito di far pervenire, presso codesto Ufficio per le Relazioni Sindacali, contributi e osservazioni.

Una valutazione preliminare va fatta sul metodo. Pur essendo la pianta organica proposta una sorta di fotografia riveduta e corretta dell'esistente, è evidente che con un assottigliamento così corposo del numero degli addetti come previsto dalla norma di revisione dei ruoli, si ritiene complicato stabilire piante organiche generali, di un intero Ruolo senza avere, a priori, una idea chiara degli Uffici territoriali dove andranno a svolgere servizio. Probabilmente, si ritiene che il piano di revisione del Settore Tecnico Logistico sia il canovaccio sul quale far coincidere le piante organiche del personale tecnico.

Se così fosse, questa O.S. ha già manifestato alcune perplessità nelle osservazioni trasmesse per l'ipotesi di revisione Settore Tecnico Logistico, affermando come "sia indispensabile sottolineare che il progetto, per quanto valido nella struttura di riassetto generale, nel suo sviluppo, preveda l'impiego di un elevato numero di personale di polizia che, alla luce di quanto previsto dal D.lgs. 95/2017, non potrà essere svolto in tutti i settori necessari da personale dei ruoli tecnici, per depauperamento del numero previsto.

Se immesso nel circuito della maggioranza degli Uffici di polizia del territorio, costituiti per la gran parte da realtà piccole o medio-piccole, nelle quali il personale ordinario è continuamente chiamato a svolgere servizi di istituto e servizi di ordine pubblico, il progetto così strutturato rischia di apportare nocumento alla continuità del servizio tecnico di uffici la cui funzionalità è propedeutica a quella degli uffici operativi. Risulta di difficile comprensione come il progetto possa tradursi in atti concreti se il personale di tutti i ruoli tecnici conta oggi 9.127 dipendenti e sia destinato a passare, in poco meno di 10 anni, ad un organico di 3.470 appartenenti."

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SETTORE SUPPORTO LOGISTICO

La scelta di istituire un solo "settore di supporto logistico” per il ruolo agenti/assistenti e sovrintendenti tecnici, senza riferimento a profili professionali, conduce a considerare sia stata ideata per sanare l’attuale situazione di rigidità determinata dall'eccessivo numero di profili.

Crediamo però che questa modifica condurrà ad una trasformazione peggiorativa della pregressa situazione considerato che, con tutta evidenza, a fronte di una estrema flessibilità del personale si delinea una de-professionalizzazione di quei ruoli.

Per trovare soluzione a tale rigidità dei profili basterebbe rivalutare, senza stravolgimenti normativi, il settore di “supporto logistico” e prevedere, anche per i ruoli esecutivi, gli stessi settori previsti per il ruolo degli ispettori tecnici; contestualmente, con l'eliminazione di tutti i profili, si potrebbe introdurre un unico mansionario di settore per tutti i ruoli non direttivi semplificando al massimo, senza disperdere capacità e funzioni.

In questo modo verrebbe rispettata la separazione dei settori e allo stesso tempo si eliminerebbero tutte le rigidità presenti al loro interno, senza tuttavia snaturare la professionalità intrinseca dell’attività dal punto di vista tecnico.

Crediamo che le previste 3.743 unità tra agenti, assistenti e sovrintendenti tecnici confluiti nel previsto settore tecnico logistico, senza settori diversificati per competenza, sia un enorme errore strategico che depotenzia le professionalità e demotiva il personale che si è da sempre creato una propria competenza tecnica fuori dall'ambito dell'offerta formativa che l'Amministrazione, oggettivamente, non ha mai saputo fornire.

Si ritiene inoltre che l'applicazione della prevista rideterminazione organica a regime comporterà:

- un aumento esponenziale dell'età media dei dipendenti, a causa delle conseguenti mancate assunzioni tramite concorso pubblico, tanto più considerando la massiccia diminuzione d'organico prevista;

- conseguente blocco della progressione di carriera, diversamente dal personale ordinario;

- maggiori difficoltà nell'ottenimento dei trasferimenti, essendo soggetti al giudizio discrezionale del Dirigente, senza che vi sia un normale avvicendamento a seguito di nuove assunzioni. Questo impedirà di ottenere il cambio "pari qualifica";

Gli obiettivi che il SILP CGIL individua sono:

1) modifica del settore di supporto logistico così come concepito, quale unico settore d'impiego con competenze non definite, riqualificandolo mediante l'inserimento degli otto specifici settori già previsti per il ruolo Ispettori tecnici, trovando una denominazione che non contrasti con la normativa;

2) effettiva valorizzazione dei titoli di studio;

3) implementazione delle relative piante organiche;
4) introduzione di ulteriori garanzie d'impiego del personale nel settore tecnico logistico, per

assicurare e mantenere la professionalità pregressa.

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DIPLOMI PER L'ACCESSO AL RUOLO ISPETTORE TECNICO

E' necessario prevenire alcune criticità che si prospettano nell'attuazione del D.Lgs. n.95/2017, attuazione che sta facendo emergere molte ingiustificate distinzioni tra il ruolo ordinario ed il ruolo tecnico.

Da sempre, i Revisori Tecnici (ora sovrintendenti tecnici), che volevano partecipare ad un concorso per Vice Perito Tecnico (oggi ispettore tecnico), dovevano possedere un diploma di scuola secondaria di secondo grado “specifico” per i vari settori (Perito elettrotecnico, Perito informatico, ecc.), per non parlare del ruolo Sanitario dove era necessario il “Diploma” di infermiere professionale che corrisponde ad una vera e propria mini-Laurea. Questo ha determinato una forte sperequazione nella possibilità di progredire nella carriera tra il personale del ruolo tecnico e quello ordinario.

Il D.lgs 29/5/2017 n. 95 non è intervenuto su questo punto, nemmeno per i concorsi previsti nella fase transitoria.

Il nuovo settore supporto logistico - amministrativo prevede solo 10 posti del ruolo Ispettore Tecnico in ambito nazionale (tabella 1) a fronte di alcune centinaia di sovrintendenti tecnici sprovvisti di “diploma specifico”.

In sintesi gli obiettivi sono:

1) consentire a chi ha un diploma di scuola secondaria di secondo grado di poter progredire in carriera come accade per i ruoli ordinari (almeno fino al grado di Ispettore Capo Tecnico);

2) prevedere l'ampliamento della pianta organica del ruolo Ispettori Tecnici nel settore supporto logistico - amministrativo al fine di non precludere ai dipendenti in possesso di diploma non specifico la possibilità di accedere al ruolo superiore;

3) mettere a concorso un numero di posti che sia più confacente al numero dei potenziali concorrenti.

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SETTORE SERVIZIO SANITARIO

Fin dal 1995 gli infermieri della Polizia di Stato sono stati oggetto di una disparità di trattamento rispetto ai ruoli ordinari a dir poco macroscopica.

Essi sono stati assunti come Vice Revisori Tecnici (oggi Sovrintendenti), dovendo avere come requisito il possesso di un Diploma di Infermiere Professionale che equivale ad una Laurea Breve, mentre nel corrispondente ruolo ordinario si accedeva al ruolo dei Sovrintendenti mediante concorso interno, ed era sufficiente il possesso della sola Licenza di scuola Media Inferiore. Da oltre vent’anni (1994) la professione infermieristica è una professione sanitaria al pari di quella medica o di quella veterinaria.

Sarebbe pertanto equo prevedere, in ragione dei titoli in possesso di questo personale, la possibilità di progressione in carriera, per concorso per titoli, fino alla qualifica di Ispettore Superiore Tecnico, come accadrà nel ruolo ordinario al personale in possesso della Laurea Breve.

In sintesi gli obiettivi sono:

1) inquadramento di tutti gli infermieri della Polizia di Stato in possesso di Laurea Triennale o Titoli Equipollenti nel ruolo degli Ispettori Tecnici incrementando la pianta organica, e mettendo a concorso un numero di posti pari agli infermieri ancora presenti nel ruolo dei Sovrintendenti Tecnici (pari a circa 200 unità);

2) creazione di un ruolo dei Funzionari Tecnici Infermieri riservato a coloro che hanno completato il ciclo di studio universitario quinquennale, avendo conseguito il Diploma di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche (carriera direttiva analoga a Medici e Veterinari).

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CARRIERA DEI FUNZIONARI TECNICI PSICOLOGI

Il numero di psicologi previsto in pianta organica appare assolutamente insufficiente rispetto alle reali necessità dell'Amministrazione della P.S., tanto più se si considera l'urgenza di prevedere una presenza diffusa sul territorio di questa fondamentale figura professionale. Il progetto di cui si parla da tempo relativo all'inserimento della figura dello psicologo, almeno in ogni Questura, verrebbe definitivamente archiviato.

Impossibile, con risorse umane tanto esigue, applicare compiutamente le linee giuda della prevenzione allo stress lavoro correlato previste dalla D.lgs.81/08 (estremamente rilevante e diversificato nella Polizia di Stato).

Appare quanto meno strana l'indicazione di 5 Ispettori Tecnici, Settore Psicologia. Non è chiaro quali siano i requisiti e le mansioni attribuibili a questo ruolo, la cui entità numerica, se non adeguatamente motivata, risulta essere del tutto incomprensibile. Se il ruolo è ritenuto necessario e importante, è normale chiedersi come si possa prevedere un numero tanto esiguo.

Realisticamente, si ritiene che una previsione di soli 62 dipendenti della carriera di Funzionario Tecnico-Psicologi sia assolutamente insufficiente e non si può realisticamente pensare di raggiungere gli obbiettivi legati alla sorveglianza sanitaria che non può essere delegata esclusivamente ai medici del settore sanitario.

Una pianta organica con queste previsioni numeriche non realizzerà mai i progetti in embrione che la stessa Amministrazione sta valutando: il supporto all'investigazione, la prevenzione dei suicidi, dramma arginabile con una reale attività di prevenzione, il sostegno in occasione di eventi traumatici in servizio, di eventi catastrofici o emergenziali, lo stress per il lavoro in turni e gli orari irregolari che sono una specificità delle Forze di Polizia che creano problemi connessi a disturbi del sonno, cali di rendimento e delle capacità cognitive.

E' giunto il momento di porre rimedio alle conseguenze legate alla paura del poliziotto di esporsi e dichiarare il proprio disagio psicologico. E' necessario creare progetti di prevenzione per i "gruppi a rischio" (volanti, squadra mobile, ecc.), dove il collega accede a gruppi di prevenzione, coordinati da psicologi, non perché manifesta qualche disagio, ma per il solo fatto di appartenere ad uno specifico gruppo di poliziotti " in prima linea".

Osservando il panorama internazionale, si riscontra una accresciuta attenzione alla prevenzione, alla gestione del trauma psicologico e allo stress. Nelle diverse polizie europee si sta rafforzando il ruolo, la presenza e l’impegno degli psicologi in modo significativo. Negli U.S.A. da decenni sono previsti programmi di prevenzione a seguito di eventi traumatici (scontri a fuoco, eventi critici ecc.), con lo scopo di far acquisire ai poliziotti maggiori capacità di gestione dello stress, del burnout e prevenire disturbi mentali con gravi conseguenze personali e sociali. Supporto e prevenzione, naturalmente, necessitano di psicologi preparati, numericamente significativi e che ben conoscano il lavoro del poliziotto.

E' necessario elaborare ed attuare pertanto, anche nella nostra Amministrazione, dei protocolli di debriefing per smaltire immediatamente lo stress in caso di "evento critico".

E' del tutto evidente che la Polizia di Stato necessita - in tutte le provincie - di personale specializzato e di strutture idonee.

Sono molti i poliziotti in possesso di Laurea in Psicologia, presenti su tutto il territorio nazionale e nelle diverse articolazioni. Si ritiene opportuno, oltre che vantaggioso, dare la possibilità di concorrere, con aliquote di posti riservati mediante concorsi interni, ai poliziotti- psicologi; personale che ha il vantaggio di conoscere bene la Polizia di Stato e che potrebbe, come del resto spesso già fa, contribuire da subito alle necessità operative di supporto psicologico.

Le proposte rappresentate per l’integrazione di questi colleghi tra gli psicologi della Polizia di Stato sono già state esposte al Signor Capo della Polizia nell'incontro che questa O.S. ha avuto in data 20 giugno 2017. Esse prevedono:

- l’ampliamento e la riserva di posti, per una quota almeno del 50% riservata agli appartenenti ai ruoli ordinari o tecnici e senza limite di età;

- la possibilità di una selezione interna per titoli e colloquio, per un transito più veloce ai ruoli tecnici, secondo normativa;

- l’istituzione di un corso-concorso, come previsto dalle norme vigenti, con applicazione dell’articolo 28 del d.lgs. 165/2001, in materia di accesso ai ruoli dirigenziali.

Tali obbiettivi sono raggiungibili solo:

1) rendendo attuativi i progetti di presidio territoriale degli Psicologi a supporto di tutte le attività di polizia e del personale;

2) modificare le piante organiche, elevandole ad almeno 250 unità, attraverso la valorizzazione della preparazione e delle professionalità già presenti tra il personale dei ruoli ordinario o tecnico.

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Infine, si ritiene condivisibile quanto stabilito nell'art.1 comma 2 dello schema di decreto in argomento, per quanto concerne entrambe le casistiche rispetto alle attuali posizioni ed ai transiti in soprannumero determinati dall'applicazione dei transiti ex 339/82.

Si rimane però convinti della necessità di creare, con urgenza, il nuovo ruolo Amministrativo di Polizia, in grado di accogliere dignitosamente il personale dichiarato non idoneo al servizio di Polizia, senza che ciò pregiudichi alcunché dal punto economico e pensionistico, impiegandolo in settori paralleli che consentano di continuare a valorizzare le pregresse competenze, ancorché operative, anche a beneficio dell'intera Amministrazione.

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