Expo 2015, Tissone Silp Cgil: contrastare le infiltrazioni criminali attraverso un potenziamento obbligatorio della DIA. (Video)

 

Dia, così sprechi e tagli spuntano le armi all'Antimafia. Intervista al Segretario Generale Daniele Tissone. (Fonte: Inchieste Repubblica.it) 12 marzo 2014

Per ascoltare l'intervista clicca qui

Tissone: la sede DIA sarebbe a costo zero. Invece si paga un affitto milionario (fonte Il Tempo) 3 marzo 2014

La spending review della DIA scontenta tutti. Cambia sede, spende di più e fa pagare l'affitto allo Stato

L'Huffington Post  |  Pubblicato: 26/08/2013 16:31 CEST  |  Aggiornato: 26/08/2013 19:59 CEST

        

Altro che spending review! Un caso eclatante di gestione sconsiderata del denaro pubblico arriva dalla DIA (Direzione Investigativa Antimafia). Come riportato nell'edizione odierna di Repubblica , è in atto a Roma un trasloco abbastanza costoso dai locali di via Cola Di Rienzo 27 a quelli di via Sicilia 194. La differenza è di 220mila euro circa: se nella prima sede quest'anno l'affitto sarebbe costato 553mila euro, nella seconda invece si attesta sui 770mila euro.

La cosa paradossale in questa faccenda, che i sindacati di categoria hanno già apostrofato ironicamente come "spending di più", sta nella disponibilità di una palazzina in via Cesalpino, in pieno centro storico a Roma, che poco tempo fa è stata sequestrata all'immobiliarista Federico Marcaccini in una confisca legata al narcotraffico internazionale. Quindi un'operazione praticamente a costo zero.

Il prefetto Arturo De Felice, che della DIA è direttore , ha spiegato così la scelta: "In via Cola di Rienzo eravamo sotto sfratto, e la società vaticana ci aveva chiesto un aumento di affitto", ha detto a Repubblica. "Andando in via Sicilia, il costo dell'affitto passa a zero, nessuno paga più l'affitto. La palazzina di via Cesalpino, infine, non risulta ancora confiscata, inoltre ha un elevato costo di ristrutturazione".

 

          

  • Direzione Antimafia
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  • DIA
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Le dichiarazioni del direttore della DIA però non convincono: perché se da una parte è vero che l'affitto non sarà più ad appannaggio della Direzione Investigativa Antimafia, dall'altra bisogna chiedersi chi pagherà i 770mila euro all'Agricola Lieta, la srl proprietaria dell'immobile. A sborsare la cifra sarà lo Stato che in questo modo dovrà aggiungere un'altra voce alle spese in bilancio.

I sindacati hanno espresso il loro disappunto sulla scelta di Via Sicilia per aver snobbato la palazzina di via Cesalpino. Ad alzare la voce è Daniele Tissone, segretario Silp Cgil : "Per ristrutturare questo immobile basterebbero due anni dell'affitto di via Sicilia 194, dopodiché la struttura diventerebbe di proprietà e quindi a costo zero per l'amministrazione. Affittando la palazzina dell'Agricola Lieta, al contrario, in dieci anni si sperperano 7 milioni e settecentomila euro. Bell'affare per il Viminale".

Lucida la sintesi di Tissone: "In sostanza l'affitto in via Sicilia non grava più sul bilancio della Dia, ma su quello del ministero delle Finanze: in questo modo risparmia la divisione investigativa antimafia. Ma la pubblica amministrazione, ovvero il contribuente, fa un pessimo affare".

Il caso della DIA sarà presto oggetto di esame in Parlamento. I deputati del PD, Emanuele Fiano e Pina Picierno, hanno annunciato: "Faremo un'interrogazione al ministro per capire cosa sia successo. Da oltre un anno stiamo assistendo ad uno spettacolo per niente edificante attorno agli appalti del Viminale. Enormi sacche di spreco nel bel mezzo di una crisi fortissima, mentre il personale è costretto a sacrifici che solo l'alto senso del dovere delle nostre forze dell'ordine rende accettabili".

http://www.huffingtonpost.it/2013/08/26/dia-affitto-sede_n_3816804.html?utm_hp_ref=italy

Scarica il PDF - La spending review della DIA scontenta tutti. Cambia sede, spende di più e fa pagare l'affitto allo Stato - L'Huffington post, 26 agosto 2013

 

Dia e la "spending di più", articolo La Repubblica 26 agosto 2013 - PDF

 

La Dia e la spending review al contrario:
cambia sede e lo Stato pagherà di più

 

Le tre sedi: la vecchia in via Cola di Rienzo, la nuova in via Sicilia e quella 'snobbata' in via Cesalpina 

L'incredibile caso: la Direzione investigativa antimafia lascia il palazzo in via Cola di Rienzo per spostarsi in via Sicilia. E se oggi pagava 650mila euro, il nuovo affitto è di 770mila, che passa a carico del ministero. Oltre al danno la beffa: snobbata palazzina confiscata alla mafia che, una volta ristrutturata, sarebbe stata a costo zero

di ALBERTO CUSTODERO

 

ROMA  - Si trasferisce la sede storica della Dia di Roma, quella dalla quale nel '94 partirono gli uomini che notificarono l'avviso di garanzia a Berlusconi al G8 di Napoli. Ma l'affitto della nuova sede è più costoso della precedente: e così il Viminale inaugura la "spending di più".


Spostando gli uffici del Centro operativo romano dalla palazzina di via Cola Di Rienzo 27 in quelli di via Sicilia 194, il ministero dell'Interno pagherà, infatti, un affitto più caro. Senza contare che la Divisione investigativa antimafia ha rinunciato a insediarsi in una palazzina del centro che la stessa Dia ha sequestrato a un boss. E che quindi sarebbe stata gratis, oltreché di enorme valore simbolico per il fatto che la Dia fosse ospitata negli uffici confiscati ai boss. Ecco i fatti.


Qualche mese fa scade il contratto di affitto della sede operativa storica di via Cola di Rienzo, l'edificio, di proprietà del Vaticano, ha un costo di locazione di 650mila euro, ma la Finanziaria - in forza della spending review, quella che fa risparmiare la Pa - impone una riduzione del 15% quando c'è da rinnovare una locazione con la pubblica amministrazione. Quindi da 650mila l'affitto si sarebbe ridotto di 97mila euro, assestandosi intorno a 550mila euro. La Dia, invece, che gode di una autonomia di bilancio, che cosa fa? Decide di trasferirsi in via Sicilia 194, in una palazzina che la Srl proprietaria, la Agricola Lieta, affitta al Demanio in cambio di una pigione di 640mila euro annui più Iva, dunque 770 mila euro lordi. Un'operazione che è subito stata battezzata dai sindacati di polizia come "spending di più".

L'ALTRA INCHIESTA  Viminale, tagli e sprechi


Ma sono i sindacati della Silp Cgil - che anche per questo nei giorni scorsi hanno protestato davanti al Viminale - a denunciare un ulteriore scandalo. "Perché la Dia non va in una palazzina che è stata sequestrata in seguito alle nostre indagini in via Cesalpino, in pieno centro storico?", è l'appello di Daniele Tissone, segretario Silp Cgil. Si tratta di un immobile (le procedure di confisca si concluderanno entro un paio di mesi) che risultava di proprietà dell'immobiliarista Federico Marcaccini, indagato dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro nell'ambito dell'inchiesta "Overloading" avviata nel novembre del 2010 contro un vasto giro di narcotraffico internazionale. Prima del sequestro, quella palazzina stile liberty era affittata all'università La Sapienza.


"Per ristrutturare questo immobile - spiega ancora Tissone - basterebbero due anni dell'affitto di via Sicilia 194, dopodiché la struttura diventerebbe di proprietà e quindi a costo zero per l'amministrazione. Affittando la palazzina dell'Agricola Lieta, al contrario, in dieci anni si sperperano 7 milioni e settecentomila euro. Bell'affare per il Viminale".

 

La protesta del sindacato di polizia Silp Cgil davanti al Viminale nei giorni scorsi per l'increbibile vicenda della sede della Dia. La  Direzione investigativa antimafia lascerà la sede in via Cola di Rienzo per spostarsi in via Sicilia. E se oggi pagava 650mila euro, il nuovo affitto è di 770mila, che passa a carico del ministero. Oltre al danno la beffa: snobbata palazzina confiscata alla mafia che, una volta ristrutturata, sarebbe stata a costo zero                                                                                              


La soluzione di via Cesalpino è stata addirittura caldeggiata dal capocentro della Dia di via Cola di Rienzo, il colonnello dei carabinieri Gregorio De Marco, al direttore nazionale della struttura antimafia, prefetto Arturo De Felice. "L'edificio in questione - scrive il colonnello De Marco al suo superiore - appare compatibile con le esigenze di questo Centro". Questa soluzione, segnala ancora l'ufficiale dell'Arma, costituirebbe un indiscutibile affare per la pubblica amministrazione che disporrebbe di un edificio gratuitamente.

Ma il direttore della Dia è irremovibile. Interpellato da Repubblica, dà la sua versione dei fatti. "In via Cola di Rienzo - spiega - eravamo sotto sfratto, e la società vaticana ci aveva chiesto un aumento di affitto. Andando in via Sicilia, il costo dell'affitto passa a zero, nessuno paga più l'affitto. La palazzina di via Cesalpino, infine, non risulta ancora confiscata, inoltre ha un elevato costo di ristrutturazione".A smentire De Felice - a proposito di un rialzo dell'affitto di via Cola di Rienzo - è lo stesso suo sottoposto, colonnello De Marco, che in una missiva gli scrive: "I responsabili dell'Apsa, l'ente vaticano proprietario, sono disponibili a una rinegoziazione vantaggiosa dell'attuale canone corriposto".E a smentire ancora De Felice - a proposito del fatto che in via Sicilia l'affitto sia zero - è lo stesso amministratore della Agricola Lieta: "Noi incassiamo dal Demanio un affitto di 640mila euro più Iva", precisa il socio della Srl Sabatino Gianni.

Tira le somme (è il caso di dirlo), il segretario Silp Cil. "In sostanza - spiega Tissone - l'affitto in via Sicilia non grava più sul bilancio della Dia, ma su quello del ministero delle Finanze: in questo modo risparmia la divisione investigativa antimafia. Ma la pubblica amministrazione, ovvero il contribuente, fa un pessimo affare".

L'incredibile caso della "spending di più" del Viminale è approdata anche in Parlamento. "Farò un'interrogazione al ministro per capire cosa sia successo", fa sapere il deputato democratico Emanuele Fiano. "Da oltre un anno - commenta la deputata Pina Picierno, responsabile per il Pd dell'antimafia - stiamo assistendo ad uno spettacolo per niente edificante attorno agli appalti del Viminale. Enormi sacchedi spreco nel bel mezzo di una crisi fortissima, mentre il personale è costretto a sacrifici che solo l'alto senso del dovere delle nostre forze dell'ordine rende accettabili"."Mi allarma profondamente - ha aggiunto Picierno - l'idea che funzionari dello Stato possano, con la loro negligenza, favorire interessi privati in campo edilizio a scapito della valorizzazione delle risorse esistenti privando la Direzione Investigativa Antimafia di risorse preziose".

 

"Mi allarma profondamente - ha aggiunto Picierno - l'idea che funzionari dello Stato possano, con la loro negligenza, favorire interessi privati in campo edilizio a scapito della valorizzazione delle risorse esistenti privando la Direzione Investigativa Antimafia di risorse preziose".

 

E sulla vicenda interviene anche don Luigi Ciotti. Il fondatore di Libera spera che si trovi una soluzione. "Che una delle realtà  fondamentali del contrasto alle mafie abbia "testa e cuore" in uno stabile sequestrato alla criminalità organizzata - dice don Ciotti - ci sembra infatti non solo un segno dell'efficacia dellasua attività investigativa, ma di quella legge sulla confisca e l'uso sociale dei beni che ha saputo in molti casi saldare l'aspetto repressivo della lotta alle mafie col cambiamento culturale e il beneficio economico d'intere nostre comunità".

 

(26 agosto 2013).

 

http://www.repubblica.it/politica/2013/08/26/news/dia_sede_spending-65285863/?ref=HREC1-2

 

 

DIA Nucleo Aeroporto Roma transito a Rep. Invest. Giudiziarie - Parere Silp per la Cgil 9.08.2013

 

 

Interrogazione parlamentare contro la chiusura del presidio Dia di Milano Malpensa

 

Il Silp Nazionale, con il Silp Lombardia e Cgil Lombardia, ha effettuato alle ore 10,30 di oggi una pubblica manifestazione a Milano, via Macchi n.87, nei pressi dell’ingresso del Centro DIA, per protestare contro la decisione di chiusura del Nucleo Informativo della Dia di Malpensa e per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito al dannoso segnale che proviene da tale non condivisibile decisione. E' stata ribadita l’assoluta contrarietà della nostra Organizzazione Sindacale alla chiusura di tale presidio, non solo perché ritenuto indispensabile per le attività info-investigative, ma soprattutto perché tale decisione trasmette alle Istituzioni ed all'opinione pubblica un messaggio negativo in merito all’impegno nella lotta alla criminalità organizzata.

Roma, 17 maggio 2013.

 

Infiltrazioni, arriva l'Expo e in Lombardia si taglia sull'antimafia

In commissione si è discusso della chiusura degli uffici della Direzione investigativa antimafia a Malpensa. Chiusura avvenuta sette giorni dopo la vista di Letta a Milano. Il premier aveva rilanciato la linea dura contro i clan. Sindacati: "C'è volontà politica di chiudere la Dia"

 di | 17 maggio 2013

"La criminalità e le mafie non pensino che l'Expo sia un'occasione di avere mano libera. Saremo duri e inflessibili". Il take dell'Ansa è del 6 maggio 2013. Le parole sono quelle del presidente del Consiglio Enrico Letta in trasferta a Milano per nominare il commissario unico per Expo. Sette giorni dopo, il governo decide di chiudere gli uffici della Direzione investigativa antimafia all'interno dell'aeroporto di Malpensa, la più importante porta d'ingresso per l'Esposizione universale del 2015, l'ottavo scalo europeo dove operano 130 compagnie aeree.

Un bel paradosso di cui si è discusso oggi durante la seduta della Commissione antimafia del comune di Milano. Il presidente David Gentili ha convocato diverse sigle sindacali per parlare del problema di Malpensa, ma non solo. Si è discusso, infatti, della progressiva dismissione della struttura pensata e voluta nel 1992 da Giovanni Falcone. E subito il discorso si è allargato. "C'è una precisa volontà politica di isolare la Direzione investigativa antimafia", ha detto Carmelo Zapparrata della Cgil. Motivazione? "Da sempre questo gruppo interforze (composto da finanza, polizia e carabinieri ndr) si occupa di inchieste importanti che spesso hanno indagato i rapporti tra mafia e politica".. Mauro Guaetta del Siulp specifica meglio il ruolo dell'ufficio di Malpensa che "non opera come una semplice forza di pubblica sicurezza", ma "ha un ruolo di coordinamento e di analisi", in particolare "sui flussi di merci e persone". Dati decisivi per segnalare individui sospettati di legami con organizzazioni criminali.

Insomma, mentre le cosche, ormai da anni, hanno lanciato un'opa mafiosa al sistema Lombardia, il governo smantella l'antimafia. "Perché - si chiede il consigliere comunale Gabriele Ghezzi - non chiudere il posto Dia di Fiumicino". Secondo Ghezzi la spiegazione sta "nella volontà di depotenziare proprio la Lombardia". La regione, interviene il rappresentante della Uil polizia, "è la quarta nella classifica per il numero di beni sequestrati". Ed è prima tra le regioni italiani non tradizionalmente infiltrate dalle mafie. Il tema, però, resta politico. "Siamo in questo ambito - ragiona Guaetta - e in questo momento mi pare assurdo chiudere anche solo un avamposto dell'antimafia". I simboli contano, su questo la commissione è d'accordo.

Presente in aula anche il consigliere del Movimento cinque stelle Mattia Calise che interviene con una proposta sensata. "Perché non bloccare le opere delle vie d'acqua per Expo, circa 80 milioni di appalto, e parte di quel denaro lo destiniamo alla sicurezza". Sicurezza, che sottolineano i sindacati, oggi si trova senza un soldo. Almeno quella che riguarda Expo, parola di questore.

Illustri assenti in commisione i rappresentanti del Pdl che proprio due giorni fa hanno imbracciato la bandiera dell'allarme sicurezza dopo il massacro del picconatore di Niguarda. Presenti in piazza, cavalcando il dramma, assenti in aula per discutere di problemi reali. E di una Lombardia che corre spedita vero Expo, tagliando sull'antimafia.

 

LINK ARTICOLI DI STAMPA:

http://it.finance.yahoo.com/notizie/aeroporti-silp-cgil-lunedi-chiude-173400466.html

http://www.cgil.it/DettaglioDocumento.aspx?ID=20934.

http://www.rassegna.it/articoli/2013/05/16/100445/milano-domani-presidio-contro-chiusura-dia-malpensa

http://attual.it/notizie/mafia-silp-cgil-pessimo-segnale-chiusura-dia-a-malpensa

http://www.agenparl.it/articoli/news/economia/20130428-sicurezza-silp-cgil-no-a-chiusura-nucleo-informativo-dia-a-malpensa

http://www.narcomafie.it/2013/05/13/22795/

http://www.freenewspos.com/notizie/archivio/c/795819/CGIL%20SILP/sicurezza-silp-chiusura-dia-malpensa-pessimo-segnale

 

AGENZIE:

ZCZC ADN0118 5 ECO 0 ADN ECO NAZ
SICUREZZA: SILP CGIL, LUNEDI' CHIUDE DIA A MALPENSA, PESSIMO SEGNALE =


Roma, 11 mag. (Adnkronos)- "Nonostante le proteste del nostro sindacato lunedi' 13 maggio e' prevista la chiusura del nucleo informativo della Dia di Milano Malpensa. Questo e' un pessimo messaggio, un segnale decisamente negativo nella lotta contro la criminalita' organizzata". E' quanto afferma il segretario generale del Silp Cgil, Daniele Tissone.
Secondo il dirigente sindacale "si prosegue con la politica di tagli che minano il dinamismo investigativo e che danno la misura dell'attenzione ai temi della sicurezza. La decisione di chiudere definitivamente un simile presidio non ci lascia altra alternativa che quella di organizzare un sit-in davanti agli uffici Centrali della Dia che hanno emesso tale provvedimento, al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica in relazione ad un atto da noi ritenuto grave e incomprensibile in un territorio che avrebbe bisogno di ben altro".
(Sec/Ct/Adnkronos) 11-MAG-13 10:53

 

Sicurezza: Silp Cgil, lunedì chiude Dia a Malpensa, pessimo segnale


Roma, 11 maggio - "Nonostante le proteste del nostro sindacato lunedì 13 maggio è prevista la chiusura del nucleo informativo della Dia di Milano Malpensa. Questo è un pessimo messaggio, un segnale decisamente negativo nella lotta contro la criminalità organizzata". E' quanto afferma il segretario generale del Silp Cgil, Daniele Tissone.
Secondo il dirigente sindacale "si prosegue con la politica di tagli che minano il dinamismo investigativo e che danno la misura dell'attenzione ai temi della sicurezza. La decisione di chiudere definitivamente un simile presidio non ci lascia altra alternativa che quella di organizzare per il prossimo venerdì un sit-in davanti agli uffici Centrali della Dia che hanno emesso tale provvedimento, al fine - prosegue il numero uno del sindacato di Polizia - di sensibilizzare l'opinione pubblica in relazione ad un atto da noi ritenuto grave e incomprensibile in un territorio che avrebbe bisogno di ben altro".
La Lombardia, infatti, prosegue Tissone, "é tra le regioni con il più alto numero di beni sequestrati e confiscati, operati da forze dell'ordine e magistratura nonostante gli ingenti tagli di questi anni. Ancora una volta si sceglie un intervento dannoso con la chiusura di un presidio deputato alla lotta contro la criminalità organizzata, giustificandolo con asserite economie di bilancio che, a nostro parere, non ne motivano assolutamente la chiusura soprattutto alla luce degli imminenti impegni connessi all'Expo 2015 che determineranno, presso lo scalo in questione, un aumento notevole di passeggeri e di merci. Per questo abbiamo indetto per la prossima settimana una mobilitazione per ribadire la nostra contrarietà", conclude Tissone.
Giorgio Saccoia Ufficio Stampa Cgil Nazionale

(ASCA) - Roma, 10 mag - ''Nonostante le proteste del nostro sindacato lunedi' 13 maggio e' prevista la chiusura del nucleo informativo della Dia di Milano Malpensa. Questo e' un pessimo messaggio, un segnale decisamente negativo nella lotta contro la criminalita' organizzata''. E' quanto afferma il segretario generale del Silp Cgil, Daniele Tissone. Secondo il dirigente sindacale ''si prosegue con la politica di tagli che minano il dinamismo investigativo e che danno la misura dell'attenzione ai temi della sicurezza. La decisione di chiudere definitivamente un simile presidio non ci lascia altra alternativa che quella di organizzare un sit-in davanti agli uffici Centrali che hanno emesso tale provvedimento, al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica in relazione ad un atto da noi ritenuto grave e incomprensibile in un territorio che avrebbe bisogno di ben altro''. La Lombardia, infatti, prosegue Tissone, ''e' tra le regioni con il piu' alto numero di beni sequestrati e confiscati, operati da forze dell'ordine e magistratura nonostante gli ingenti tagli di questi anni. Ancora una volta si sceglie un intervento dannoso con la chiusura di un presidio deputato alla lotta contro la criminalita' organizzata, giustificandolo con asserite economie di bilancio che, a nostro parere, non ne motivano assolutamente la chiusura soprattutto alla luce degli imminenti impegni connessi all'Expo 2015 che determineranno, presso lo scalo in questione, un aumento notevole di passeggeri e di merci. Per questo abbiamo indetto per la prossima settimana una mobilitazione per ribadire la nostra contrarieta''', conclude Tissone.

 

ZCZC  ADN0997 3 CRO 0 ADN CRO NAZ RLO
MAFIA: SILP CGIL, PESSIMO SEGNALE CHIUSURA DIA A MALPENSA


Roma, 8 mag. (Adnkronos) - "La chiusura del nucleo informativo della Dia di Milano Malpensa e' un pessimo messaggio, un segnale decisamente negativo nella lotta contro la criminalita' organizzata". E' quanto afferma il segretario generale del Silp Cgil, Daniele Tissone, nel sostenere che "si prosegue con la politica di tagli che minano il dinamismo investigativo e che danno la misura dell'attenzione ai temi della sicurezza".
"La Lombardia e' tra le regioni con il piu' alto numero di beni sequestrati e confiscati, operati da forze dell'ordine e magistratura nonostante i tagli di questi anni. Ancora una volta si sceglie un intervento dannoso in un territorio che avrebbe bisogno di ben altro, e per questo siamo pronti ad una prossima mobilitazione per ribadire la nostra contrarieta'", conclude Tissone.
(Sec-Arm/Zn/Adnkronos) 08-MAG-13 17:14

 

Comunicato del Silp per la Cgil del 30 aprile 2013 sul blocco della soppressione del Nucleo Informativo della Dia di Malpensa e la convocazione delle OO.SS. all'incontro del 2 maggio 2013.

 

Nota del Silp per la Cgil all'Ufficio per le Relazione Sindacali del 29 aprile 2013 contro la chiusura del Nucleo Informativo della Dia di Malpensa.

 

(AGENPARL) - Roma, 28 apr - "Abbiamo appreso in queste ore che il centro operativo della Dia di Milano si appresta a sopprimere dal primo maggio il Nucleo informativo presso l'aeroporto di Milano Malpensa. Tutto ciò per esigenze di ottimizzazione delle risorse. Siamo assolutamente contrari a questa scelta grave". Lo sostiene il segretario generale del Silp Cgil, Daniele Tissone.

"Per il Silp Cgil decidere di sopprimere un presidio indispensabile per un riscontro diretto di così delicate attività info-investigative, oltre a suscitare la nostra assoluta contrarietà, comunica un preoccupante segnale che di certo non incoraggia la lotta contro la criminalità organizzata", conclude Tissone.
 

SICUREZZA: MALPENSA;CGIL,NON CHIUDERE NUCLEO INFORMATIVO DIA


(ANSA) - MILANO, 28 APR - La Silp-Cgil chiede di non chiudere il nucleo informativo della Dia, la Direzione investigativa antimafia, all'aeroporto milanese di Malpensa. ''Abbiamo appreso in queste ore - sottolinea il sindacato dei lavoratori della polizia della Cgil - che il centro operativo della Dia di Milano si appresta a sopprimere dal primo maggio il Nucleo informativo presso l'aeroporto di Milano Malpensa.. Tutto cio' per esigenze di ottimizzazione delle risorse. Siamo assolutamente contrari a questa scelta grave''. ''Per il Silp Cgil - afferma il segretario generale Silp-Cgil, Daniele Tissone - decidere di sopprimere un presidio indispensabile per un riscontro diretto di cosi' delicate attivita' info-investigative, oltre a suscitare la nostra assoluta contrarieta', comunica un preoccupante segnale che di certo non incoraggia la lotta contro la criminalita' organizzata''.(ANSA).
COM-SI 28-APR-13 11:14 NNNN

http://www.cgil.it/dettagliodocumento.aspx?ID=20897

                     

  

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