Il nuovo Parlamento e il nuovo Governo si troveranno, da subito, di fronte a scelte importanti, soprattutto in materia di sicurezza. Passata la "sbornia" della campagna elettorale, ora c'è da confrontarsi coi fatti concreti. Vi sono, infatti, questioni urgentissime che debbono essere trattate e risolte nel più veloce tempo possibile, per non lasciare gli operatori di polizia e anche i cittadini in un limbo che rischia di produrre effetti devastanti e di aumentare la percezione di insicurezza.

Partiamo dalle assunzioni: sono stati garantiti e promessi 7.000 nuovi agenti nei prossimi 3 anni. Numeri fondamentali per colmare il calo degli operatori dovuto ai pensionamenti e per ringiovanire l'età media del personale che in alcune Questure arriva a 50 anni. Sono stati banditi nel recente passato vari importanti concorsi, come quello per 1.148 Allievi Agenti, che sono ancora in svolgimento. Ci sono decine di migliaia di giovani che sono "idonei" e che potrebbero essere assunti facilmente attraverso il meccanismo dello scorrimen- to. Non c'è tempo da perdere.

C'è il nodo del contratto di lavoro: dopo 9 anni di blocco degli stipendi abbiamo siglato con fatica una intesa che non ci soddisfa appieno, ma che doveva essere portata a casa. Altrimenti il personale non avrebbe visto miglioramenti salariali per mesi, stante anche la prevedibile fase di stallo politico che stiamo vivendo. C'è però da chiudere la parte normativa del contratto, che attiene tra l'altro l'orario di lavoro e le modalità di impiego, i diritti genitoriali, i congedi e i permessi, le pari opportunità, la revisione di taluni istituti concernenti i regolamenti di servizio e disciplina. Questo solo per citare alcuni esempi.

La partita del riordino delle carriere: entro luglio debbono essere emanati dei decreti che possono migliorare la riforma, il Silp Cgil si è già confrontato col Dipartimento della p.s. presentando un pacchetto di proposte minime. Ma senza una guida politica, soprattutto un indirizzo politico, rischiamo di vanificare una buona occasione per migliorare un provvedimento atteso da troppo tempo dal personale.

Mi fermo qui.

Vi sono tante altre questioni da definire e sullo sfondo resta aperta la partita del nuovo contratto di lavoro 2019- 2021. Il nostro auspicio è che si possa partire con le trattative in modo serio entro l'anno.

Ci auguriamo, infine, che i nuovi governanti non cadano nella tentazione di elevare ulteriormente l'età pensionabile: sarebbe francamente inaccettabile per le lavoratrici e i lavoratori in divisa.

Saremo vigili. Il tempo delle promesse è finito. Il Silp Cgil, come sempre, farà la propria parte e soprattutto non farà sconti a nessuno.

Daniele Tissone - Segretario Generale Silp Cgil

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