Sul piano dei diritti individuali è in corso, da parte della maggioranza che sostiene il Governo Conte, un vero e proprio piano di destrutturazione di quanto faticosamente conquistato in anni di battaglie e lotte.
Si tratta di questioni che toccano ognuno di noi molto da vicino, che riguardano i poliziotti, ma che ci riguardano soprattutto come cittadini.
Pensiamo al congedo per paternità che nelle prime stesure della legge di bilancio in discussione in Parlamento era stato addirittura cancellato e che adesso, dopo una serie di proteste che hanno visto anche la Cgil protagonista, è stato reinserito, aggiungendo per altro un giorno in più rispetto ai 4 oggi previsti.
Il nuovo attacco, nell'ultima stesura della manovra che sarà approvata con la fiducia, dunque difficilmente modificabile, arriva però per quel che concerne la cosiddetta "maternità obbligatoria".
Finora il periodo di maternità (e paternità) obbligatoria è relativo a 2 mesi prima del parto.
Ora si vuol far passare come "conquista" la possibilità di poter lavorare, dietro parere medico, fino al nono mese per poi fruire dei 5 mesi spettanti dopo il parto. In realtà questo strumento costituirà, soprattutto nel privato (e magari anche in qualche nostro ufficio), un'arma di forte ricatto per i dipendenti da parte dei datori di lavoro.
Di questo passo saranno introdotte norme anche per rinunciare "volontariamente" alle ferie e farsele, magari, monetizzare? Tutto questo avviene in un contesto dove un ministro del governo sta lavorando per introdurre nel nostro ordinamento una riforma, meglio una controriforma, del diritto di famiglia che sovverte alcuni principi cardine che tutelano donne e figli.
L'idea di base è quella di tornare indietro di mezzo secolo sul cammino dei diritti delle donne, nei fatti ostacolando la separazione, senza alcuna tutela delle prerogative dei minori e soprattutto delle donne in situazioni di abusi e violenza.
Parliamo dello stesso ministro che vorrebbe anche abolire le unioni civili.
Si tratta di prese di posizione inaccettabili che qualsiasi sincero democratico, poliziotto o meno, deve respingere al mittente senza se e senza ma.

 

Daniele Tissone
Segretario Generale SILP CGIL 

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