"Mi hanno voluto nella segreteria nazionale non certo perché sono omosessuale. E' ovvio che le tematiche Lgbt faranno parte della mia attività, ma non mi occuperò solo di quello: vorrebbe dire svilire il mio ruolo e quello del sindacato. Siamo vecchi, pochi, con stipendi ridotti, senza ricambio e senza contratto. Queste sono le priorità". Così la neo Segretaria Nazionale Silp Cgil Michela Pascali all'agenzia ANSA, ripresa con evidenza da varie testate nazionali.

 

Michela, 1/a poliziotta gay a vertice sindacato
In segreteria Silp-Cgil, spero mia elezione aiuti coming out
 
(ANSA) - ROMA, 11 GEN - "Mi hanno voluto nella segreteria nazionale non certo perché sono omosessuale. E' ovvio che le tematiche Lgbt faranno parte della mia attività, ma non mi occuperò solo di quello: vorrebbe dire svilire il mio ruolo e quello del sindacato. Siamo vecchi, pochi, con stipendi ridotti, senza ricambio e senza contratto. Queste sono le priorità". Michela Pascali ha le idee chiare su come si deve fare sindacato, anche se sa benissimo che la sua elezione nella segreteria nazionale del Silp-Cgil, uno dei sindacati più numerosi della Polizia, rappresenta un simbolo: è la prima poliziotta dichiaratamente omosessuale a raggiungere il vertice di un'organismo di rappresentanza delle forze dell'ordine.
Da vent'anni in Polizia, Michela ha 45 anni e almeno 2 vite: la prima, con un un marito e 2 figli che oggi hanno 17 e 14 anni; la seconda, iniziata dieci anni fa con la separazione e proseguita con la scoperta della sua omosessualità fino all'arrivo di Benedetta, la sua compagna. "Ma ho un rapporto ottimo con i miei figli e anche con il loro babbo, siamo una famiglia bellissima" dice soddisfatta. Michela è stata prima alla Polfer di Milano e poi è arrivata in questura a Firenze, dove è assistente capo con il ruolo di tecnico informatico. Impegnata da tempo sulle tematiche Lgbt (è vicepresidente dell' associazione 'Polis Aperta'), a giugno si è vista negare dalla questura la possibilità di partecipare in divisa alla riunione a Parigi dell'European Glbt Police Association, organismo che riunisce le associazioni che in 16 paesi si battono per il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali tra le forze di polizia e armate. Divieto cancellato dal Dipartimento, purché la partecipazione fosse fuori dal servizio.
Ma Michela oggi preferisce parlare d'altro. "Spero - dice - che la mia elezione possa aiutare tanti colleghi a fare coming out, a consentire a tutti quelli che vivono un disagio di uscire fuori senza vergognarsi di quello che sono". Anche perché lei in 20 anni ne ha subiti di comportamenti omofobi. Dunque sa di cosa parla. "Ma alla fine in caserma è come nella vita reale, dipende chi hai di fronte. Ci sono colleghi e funzionari che hanno una sensibilità enorme e che hanno sempre rispettato le mie scelte, altri invece che operano in maniera sessista. I problemi principali - racconta - li lo ho avuti con delle colleghe non dichiarate ma omosessuali. Il solo accostamento con me da parte degli altri scatenava in loro reazioni pesanti, un atteggiamento provocato dalla paura. E' un problema culturale, c'è nella polizia, nelle forze armate e nella vita reale".
Ora però le priorità di Michela sindacalista sono altre. "Innanzitutto il ricambio generazionale. Ma prima ancora bisogna lavorare sul disagio tra i colleghi. Abbiamo fondi risicati e questo governo certo non ha cambiato la situazione, si lavora sempre più in emergenza, siamo a ranghi ridotti e con un'età elevata. E poi le responsabilità, come poliziotti e come uomini e donne, sono enormi". E le promesse di Salvini? "L'impressione è che sia solo propaganda, le azioni messe in campo non vanno verso quello che serve alle forze di polizia. E anzi - sottolinea - con il decreto sicurezza la situazione può degenerare perché ci ritroveremo in strada persone che non hanno più tutele. Questo non farà altro che aumentare la percezione di paure e la situazione potrebbe esplodere".
Così come potrebbero tornare nei suoi confronti le aggressioni omofobe, ora che è ancora più in vista. "Io non voglio fare come chi mi discrimina - risponde convinta - I miei muri li abbatto da sempre. Spero lo facciano anche gli altri. Altrimenti risponderò come ho sempre fatto".
(ANSA).

 

POLIZIA: PASIONARIA DIRITTI LGBT IN SEGRETERIA SILP CGIL, 'DIFFICILE FARE COMING OUT
Michela Pascali eletta ai vertici del sindacato, 'fenomeno ancora sommerso'
 
Roma, 12 gen. (AdnKronos) (di Sibilla Bertollini) - "Fare coming out nel nostro lavoro è ancora difficile: l'ambiente non lo favorisce. Non perché sia di per sé omofobo e sessista - anche se, è inutile negarlo, sono componenti presenti anche in Polizia - ma perché è inevitabile che un certo tipo di linguaggio, frutto di retaggi culturali, faccia male e crei paura. Vale ancora la regola della protezione: non faccio coming out per difesa contro stereotipi radicati, non succede solo all'interno del nostro Corpo ma nella società". Parla con una certa familiarità del tema Michela Pascali, 45 anni, prima donna lesbica ad essere eletta ai vertici di un sindacato di Polizia, il Silp Cgil. Poliziotta di lungo corso, da anni è una 'pasionaria' dei diritti gay tanto da ricoprire oggi anche il ruolo di vicepresidente in Polis Aperta, l'associzione italiana Lgbt di appartenenti alle forze di polizia ed alle forze armate. Una questione ancora sommersa. "Essendo pochi i 'coming out' in Polizia - spiega Pascali all'Adnkronos -, risulta azzardata una qualsiasi statistica su quanti siano gli agenti e i militari omosessuali". Parlando della sua esperienza poi confessa: "Mi sono follemente innamorata di Benedetta, la mia compagna, dopo un matrimonio chiuso. Con lei stiamo insieme da 9 anni. Vivono con me i miei figli di 17 anni (la femmina) e 14 (il maschio). Credo fermamente che l'amore non abbia colore o sesso, riguarda semplicemente le persone". Quanto alla sua elezione, "sono riconoscente al segretario generale Daniele Tissone e a tutto il direttivo Silp Cgil per la stima riposta", sottolinea Pascali, un po' sorpresa del clamore mediatico intorno alla sua nomina. "Come spesso diciamo noi attivisti siamo corpi resistenti, rivoluzionari e orgogliosi, sono rimasta basita del fatto che il mio orientamento sessuale abbia attirato tanta attenzione e con rammarico mi rendo conto che servono più che mai tutele. Continuerò ovviamente ad impegnarmi per i diritti Lgbt, ma soprattutto, in seno al sindacato, difenderò la dignità di ogni lavoratore. Il benessere psico-emotivo dovrà abbracciare aspetti più pragmatici: mi batterò per un contratto e uno stipendio più dignitosi, per avere un turn over che ci permetta di non essere la Polizia più anziana d'Europa, per una migliore conciliazione tra famiglia e lavoro e perché non si operi sempre in emergenza. Insomma, far sì che ogni poliziotto abbia tutti quegli strumenti di tutela sindacale di cui ha diritto".
(Sib/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 12-GEN-19 14:56 NNNN

 

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Michela Pascali, poliziotta lesbica a capo del Silp Cgil: "Italia arretrata sui diritti Lgbt, ma la mia elezione è un segnale"

 

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Michela Pascali, la prima poliziotta omosessuale ai vertici del sindacato delle divise

 

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Michela, 45 anni e due figli: è la prima poliziotta gay al vertice del sindacato

 

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Sindacato dei poliziotti, eletta la prima segretaria omosessuale

 

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Polizia: Michela, prima poliziotta gay al vertice del sindacato

 

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Michela Pascali prima poliziotta dichiaratamente gay al vertice del sindacato

 

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Michela, 45 anni e due figli, la prima poliziotta gay al vertice del sindacato

 

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Gay cop elected to union leader's office

 

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