Nel pomeriggio di ieri si è tenuto presso il Dipartimento della P.S. un incontro con una delegazione dell’Amministrazione – composta dal Direttore Centrale per i Servizi di Ragioneria, Dr. Ricciardi, dal Direttore dell’Ufficio per le Relazioni Sindacali, V. Pref. De Bartolomeis – e le OO.SS., per l’esame della bozza di circolare “Disposizioni in materia di mense di servizio in favore del personale appartenente alla Polizia di Stato” del 12.02.2019.

Il Silp Cgil, preliminarmente, ha rappresentato l’esigenza di una riedizione della bozza oggetto di valutazione, che necessita:

  • di un’ottimizzazione espositiva, onde evitare interpretazioni e applicazioni degli istituti in peius per il personale;

  • di un ampliamento delle fattispecie di impiego degli operatori per le quali si matura il diritto al pasto in regime di gratuità;

  • dell’elaborazione di un testo omnicomprensivo della materia, che superi tutte le circolari/chiarimenti oggi in circolazione.

 

Entrando nelle specifico, con riferimento alle sedi disagiate, in ordine all’innovazione positiva di erogare da gennaio 2018 anche il buono pasto giornaliero, è stato rappresentato che sonogià emerse alcune criticità applicative. Nei fatti, l’infausta e unilaterale scelta ministeriale diprevedere per ciascun Ufficio una sola modalità di erogazione del servizio sostitutivo di mensa, limita il diritto al pasto dell’operatore, che si vede così negata la facoltà di scelta tra il “buono pasto” e la “convenzione con l’esercizio di ristorazione”, nonostante vi siano a fondamento effettiveesigenze di natura lavorativa e personale. A riguardo giova rammentare che con l’erogazione delbuono pasto, che ha un valore economico di appena € 7,00, difficilmente si riuscirà a garantire un pasto completo, contrariamente a quanto è possibile assicurare con la convenzione con esercizio di ristorazione, con la quale non vi è limite di prezzo a pasto. A specifica richiesta del Silp Cgil di conoscere il risparmio di spesa che l’Amministrazione ha fatto nell’anno 2018, atteso che un numero significativo di Uffici di Polizia hanno optato per il buono pasto in luogo della convenzione con esercizio di ristorazione (modalità più onerosa), si è appreso che non vi è stato alcun utile contabile, atteso che il MEF, nell’autorizzare l’introduzione del buono pasto, ha ridotto lo stanziamento finanziario di 3 milioni di euro!?!?!?

Il Silp Cgil ha stigmatizzato quanto accaduto, di cui l’Amministrazione avrebbe dovuto informare per tempo le OO.SS.

Per i servizi di ordine pubblico è stato sottolineato il dovere prioritario dell’Amministrazione di creare le condizioni organizzative affinché il personale consumi il pasto presso la mensa, oppure in esercizi privati di ristorazione, se più congeniali con l’orario di lavoro. E, solo a fronte dell’oggettiva impossibilità di garantire il vitto come anzidetto, l’Amministrazione potrà ricorrere al pasto veicolato con modalità da concordare con le locali OO.SS., al fine di garantire condizioni dignitose per la consumazione dei viveri, ricorrendo all’erogazione del buono pasto soltanto in via residuale.

E’ stato ribadito che la fruizione di pasti in intervalli orari ben definiti (12/15 per il pranzo e 19/21 per la cena) e in condizioni decorose sono un diritto per il lavoratore e un dovere per l’Amministrazione, anche in condizioni di impiego operative, di cui il Capo Ufficio deve farsi carico mediante un’avveduta organizzazione dei servizi.

E’stato rivendicato, tra le altre cose, il riconoscimento del diritto al pasto (o buono pasto) in regime di gratuità sia per il personale impiegato con il turno 00/07 nelle sedi disagiate sia per chi svolge occasionalmente attività lavorativa con orario 13/19 o 19/24 in servizi non continuativi.

E’ stato giudicata eccessivamente restrittiva la fattispecie lavorativa che dà diritto al doppio trattamento di vitto o, in alternativa, a due buoni pasto, contemplato solamente per coloro i quali svolgono un servizio della durata continuativa di almeno nove ore e comprenda per intero sia la fascia oraria 14/15 sia la fascia oraria 20/21.

E’ stata apprezzata la soluzione di somministrare i generi di conforto con buoni pasto in formato elettronico.

E’ stata contestata, poi, la determinazione assunta dall’Amministrazione di aumentare il costo del pasto in regime di mensa non obbligatoria di servizio, passando da € 3,10 a € 5,50, “in ossequio a vigenti disposizioni”. Si tratta di un significativo aggravio per le tasche di moltissimi colleghi che ricorrono alla mensa in ragione di retribuzioni inadeguate, determinate anche dal pregresso blocco del tetto salariale e da mancati rinnovi contrattuali. Già in passato l’Amministrazione aveva manifestato tale intenzione, trovando la ferma opposizione del Silp Cgil. Lo stesso faremo oggi, chiamando in causa anche il Governo affinché in maniera concreta intervenga perché tale “dazio” non ricada sulle spalle dei Poliziotti.

In ordine all’attuale erogazione dei buoni pasti sul territorio sono stati evidenziate delle criticità, che stanno arrecando al personale grave disagio, anche di natura economica: in Sicilia (vedi Enna), nel mese di gennaio u.s. sono stati erogati buoni pasto Sodexo maturati nel periodo luglio - novembre 2018, difficilmente spendibili perché rifiutati da gran parte degli esercenti locali in quanti ritenuti antieconomici.

La riunione è stata aggiornata per una valutazione delle richieste avanzate dalle rappresentanze dei lavoratori, con il proposito di proporre una nuova bozza di circolare.

175 giorni senza CONTRATTO per le Donne e gli Uomini in divisa. Grazie GOVERNO!
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