La riunione del primo Comitato Direttivo Nazionale Silp Cgil all'indomani del Congresso di Rimini ci ha permesso di fare il punto su una serie di questioni fondamentali che il governo Conte fino ad oggi non ha affrontato.
L'arma di "distrazione" di massa della legittima difesa, infatti, rischia di non far comprendere ai cittadini che le maggiori risorse più volte annunciate per la sicurezza (2,7 miliardi di euro) sono spalmate in 9 anni a partire soltanto dal 2020 e che restano ad oggi irrisolte, anzi si registra un peggioramento, le questioni della carenza di organici, degli equipaggiamenti, delle divise, dei mezzi e delle tecnologie.
Così come al palo rimane il nodo del contratto di lavoro, sia per quel che riguarda la parte normativa ancora da chiudere e sia per ciò che concerne il nuovo accordo economico, per il quale sono previste risorse in grado di regalare ai colleghi aumenti irricevibili da 18 euro lordi, inferiori anche rispetto al passato.
Questi sono i fatti concreti su cui il governo, al netto della propaganda, non fornisce risposte.
Nodi che stanno venendo al pettine e su cui l'esecutivo dovrà presto rispondere ai poliziotti e ai cittadini.
La pacchia, per usare le parole di qualcuno, sta per finire.

Il Segretrario Generale
Daniele Tissone

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