di Daniele Tissone

Nel tourbillon politico di questi giorni, col Parlamento in ferie fino al 9 settembre, con tante persone in vacanza e con molti lavoratori, a partire da quelli in divisa, che invece non conoscono sosta, neppure in estate, è tempo di bilanci per chi come noi ha l'onere e l'onore di rappresentare i poliziotti.
Di sicurezza nel 2019 (ma anche nel 2018 se è per questo) si è parlato così tanto e così a sproposito che quasi ci siamo stufati di porre sempre le stesse questioni.
Ma, purtroppo, i temi caldi e cari alle donne e agli uomini della Polizia di Stato restano tutti sul tappeto.
Soprattutto, restano tutti irrisolti e con scadenze ormai alle porte.
Sui correttivi legati al Riordino delle carriere, ad esempio, fin dal primo giorno di insediamento dell'Esecutivo Conte abbiamo chiesto "conto" - mi si passi il gioco di parole - delle scarse risorse previste e della necessità di incrementarle.
Abbiamo manifestato lo scorso novembre assieme a Cgil, Cisl e Uil per chiedere maggiori risorse nella legge di stabilità che invece non ha previsto un euro e ha assegnato al nostro contratto appostamenti addirittura inferiori al passato; siamo scesi in piazza come Silp Cgil e Fp Cgil ad aprile in tutta Italia per chiedere ancora risorse per la sicurezza e per il contratto; ci siamo mobilitati in piazza Montecitorio a fine luglio sempre per il riordino e il contratto.
La nostra ultima manifestazione ha portato, da parte del Dipartimento della pubblica sicurezza, a una prima convocazione dei tavoli tecnici legati al riordino, con particolare riferimento alla carriera dei funzionari e del ruolo direttivo ad esaurimento. Riunione dove, come Silp Cgil, abbiamo posto con forza i temi legati anche agli altri ruoli e qualifiche: agli Agenti e agli Assistenti, ai Sovrintendenti e agli Ispettori.
Ci aspettiamo altre convocazioni, ma non vogliamo essere presi in giro né prendere in giro nessuno.
Ad oggi si tratta di tavoli dove si parla, si discute e si propone, ma sempre partendo dalla miseria dei 23 milioni di euro a disposizione per i correttivi del riordino della sola Polizia di Stato e con la delega in scadenza a fine settembre.
Al nodo del riordino è legato ovviamente, come nostro primario tema rivendicativo, quello del contratto.
Delle risorse già si è detto e ad oggi, oltre a non esserci tavoli di convocazione, siamo in un nulla assoluto dal punto di vista delle risorse, visto che al massimo potrebbe arrivare qualche euro di aumento per l'inflazione.
Miserie al cui confronto il famoso e tanto criticato bonus 80 euro, che tra l'altro sta per essere cancellato, risulta essere manna dal cielo.
C'è poi il tema delle assunzioni: promesse, annunciate, sbandierate.
In concreto siamo ancora alla fase di scorrimento dei vecchi bandi, ci sono centinaia e centinaia di ricorsisti e idonei che rischiano di restare fuori e questo perché non si riesce, da parte politica, a dire una parola chiara sulle esigenze presenti e future dei nostri organici.
Arriviamo in questa situazione al giro di boa di Ferragosto.
Un giro di boa senza la boa.
Fumo senza arrosto.
Noi resteremo sul pezzo nella speranza che temi seri quali la sicurezza del Paese passino, una volta per tutte, dalla fase proclamatoria a quella risolutoria con risorse reali per poliziotti e cittadini perché, ricordiamolo sempre, la sicurezza non è appannaggio di alcuni, ma un bene di tutti.
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