Editoriale di Daniele Tissone

 

 

Caro/a Collega, Caro/a Iscritto/a,

ci troviamo a vivere, come tutti sappiamo, una situazione drammatica che vede il nostro Paese al centro di una grave emergenza sanitaria come mai accaduto in precedenza.

Le lavoratrici e i lavoratori della Polizia di Stato sono come sempre in prima linea e il nemico che oggi combattono non è meno insidioso di una minaccia criminale, mafiosa o terroristica.

Per questo, come primo obiettivo, la nostra organizzazione si è posto quello di garantire condizioni di assoluta sicurezza di lavoro e di salute per tutto il personale. Azione rivendicativa e di pressione che sta portando ad alcuni importanti risultati, certificati, man mano, dalle circolari che il Dipartimento della pubblica sicurezza ha emanato e migliorato.

Ma ancora tutto questo non basta. Come non bastano, anche se sono apprezzabili come primo passo, le risorse stanziate dal governo per le indennità accessorie e per i Dispositivi di protezione individuale.

Come noto Il protocollo d'intesa raggiunto dalla Cgil con l'esecutivo Conte e con le altre parti sociali ha prodotto le condizioni per l'emanazione del decreto "Cura Italia" dove si estende anche per i poliziotti, rispetto alle prime previsioni del Dipartimento, la possibilità di utilizzo delle mascherine e dei Dispositivi di protezione.

Certo ci sono aspetti da chiarire perché, ad esempio, la sanificazione dei nostri ambienti di lavoro, cosi fondamentale, non può essere semplicemente demandata, dal centro, al medico competente. Vi sono poi benefici legati alla possibilità di fruizione di giorni di congedo straordinario e allo smart working. Sono passi importanti, lo ripeto, ma non bastano. Serve, inoltre, uniformità di intervento sul territorio con l’utilizzo degli strumenti normativi in nostro possesso nonché un ulteriore momento di riflessione e confronto su cosa si è fatto e su cosa si dovrà ancora fare. In sostanza un tavolo ove far virtualmente sedere vertici dell’amministrazione e rappresentanze sindacali.

Alcuni poliziotti si sono ammalati di coronavirus e c'è chi, come la nostra collega 52enne di Caserta, non ce l'ha fatta a sopravvivere al Covid-19. Una morte veramente difficile da accettare.

Sappiate che la Segreteria Nazionale del Silp Cgil è costantemente mobilitata, attraverso un filo diretto con il Dipartimento e che assieme alle Segreterie Regionali e Provinciali ci facciamo carico dei problemi e delle emergenzialità del personale. Di tutto il personale: degli agenti come dei funzionari e dei dirigenti, dei sovrintendenti e degli ispettori, dei ruoli tecnici. Nessuno deve essere lasciato indietro.

È un momento difficile, ma possiamo e dobbiamo farcela. Il nostro sindacato è concretamente al fianco degli operatori e come segretario generale, nel ringraziare tutti quanti voi per l’opera che state silenziosamente ogni giorno svolgendo per il bene del Paese, sono personalmente a disposizione. Poiché il virus si sconfigge anche con l'informazione oltre che con il rispetto delle attuali regole di profilassi e contenimento, sui nostri canali media web è possibile trovare quotidianamente notizie, approfondimenti e circolari in tempo reale.

Adesso è in gioco la salute dei colleghi, delle famiglie, dei cittadini. Tutto questo può essere affrontato solo con una visione di insieme, con intelligenza, responsabilità e solidarietà. In una parola, la cultura e la dignità del nostro lavoro in una visione confederale.

Tutti insieme ce la faremo. Andrà tutto bene.

Roma, 19 marzo 2020

Daniele Tissone
Segretario Generale Silp Cgil

 

 

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