L'avvio della cosiddetta "fase 2" dell'emergenza coronavirus pone nuove sfide alle lavoratrici e ai lavoratori della Polizia di Stato. In primo luogo, come Silp Cgil crediamo sia opportuno un ragionamento importante sulle forme di lavoro agevolato e sui vari benefici che hanno caratterizzato la fase 1. Si tratta di istituti da rafforzare, da istituzionalizzare con la parte normativa del nuovo contratto che dovremo discutere. Non solo. La ripresa della mobilità pubblica e privata incrementa l'esigenza di un maggior controllo del territorio che non può prescindere dagli organici, da anni ridotti all'osso. Anche dal punto di vista delle assunzioni e pensando agli "idonei" pretendiamo risposte concrete. V'è poi la questione dell'incremento dell'indice di delittuosità, inevitabile con il lento ritorno alla normalità. Le forze di polizia debbono essere messe nelle condizioni di operare al meglio per non trovarsi un passo indietro rispetto a chi sta speculando sfruttando la pandemia in corso. Resta, su tutto, una priorità: far lavorare i colleghi in sicurezza, con dispositivi di protezione individuali adeguati, con ambienti di lavoro e mezzi di servizio santificati, con questori e dirigenti che devono favorire le aspettative e le esigenze del personale. Vigileremo denunciando ogni criticità.

Daniele Tissone
Segretario Generale Silp Cgil

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