I numeri non sono opinioni!

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 Il sindacato fa i conti sul nuovo rinnovo 2025-2027, contestando le cifre nette annunciate dal ministero della Pa. Il segretario Colapietro: “Non recuperiamo l’inflazione, per gli straordinari cifre offensive” ROMA – Aumenti che non permettono di recuperare il potere d’acquisto, scivolato sempre più in basso negli ultimi anni per via dei continui rincari dei prezzi, ma, soprattutto, inferiori agli annunci del ministero della Pubblica Amministrazione. La Silp Cgil, sindacato dei lavoratori della polizia di Stato, accende il faro sull’ultimo rinnovo contrattuale del comparto sicurezza e difesa, per il triennio 2025-2027, firmato il 15 luglio a Palazzo Vidoni, con l’adesione di circa il 75% delle sigle sindacali. Il calcolo del sindacato Un’adesione, spiega il segretario della Silp Cgil Pietro Colapietro, quasi obbligata, «per non subire l’esclusione dalla contrattazione» di secondo livello, «per evitare che la nostra voce sparisse del tutto dai tavoli, ma il nostro giudizio su questo accordo rimane di totale condanna». Rimanere ai tavoli è di vitale importanza per i sindacati del settore, soprattutto adesso che il governo si è impegnato ad aprire quello sulla previdenza integrativa, entro 90 giorni. L’ufficio studi del sindacato fa l’esempio di un agente, la figura lavorativa più diffusa all’interno della polizia. L’aumento lordo nel triennio a regime è di 145,51 euro mensili. Da questa cifra vanno detratte le ritenute previdenziali (circa il 12,70%, e quindi 18,48 euro), e quindi l’imponibile su cui calcolare le tasse rimane di 127,03 euro mensili. Ancora, da questa cifra va detratta l’Irpef, con l’aliquota del 33% si arriva a 41,92 euro, e poi le addizionali regionali e comunali: se si fa riferimento al Comune di Roma e alla Regione Lazio, 17,10 euro. In tasca rimangono appena 67,86 euro. L’aumento non raggiunge 100 euro netti neanche per i dirigenti Anche se gli stipendi di quadri e dirigenti sono più alti, l’aumento netto non raggiunge comunque, in nessun caso, i 100 euro netti annunciati dal governo. Infatti, calcola la Silp Cgil, per un sovrintendente si arriva a circa 83 euro netti, per un ispettore a 89. Solo un commissario sfiora i 100 euro, ma è più probabile che si fermi a 99. Al contrario, calcola il sindacato, l’aumento non recupera neanche l’inflazione calcolata per il periodo (che potrebbe comunque superare le previsioni), e cioè il 6,3%: si ferma infatti al 4,6%, con una perdita in busta paga di almeno 300 euro annui. Che si aggiungono a quanto si è già perso nel triennio precedente, quando i lavoratori della polizia, a fronte di un’inflazione reale del 17%, hanno ottenuto un aumento del 5,7%, perdendo 300 euro al mese in termini di potere d’acquisto. Contestati anche gli straordinari: «La presidente del Consiglio aveva promesso una revisione. – dice Colapietro – Il risultato? Un aumento medio inferiore ai 90 centesimi lordi l’ora per lo straordinario feriale, è offensivo. Senza contare che resta in vigore quella norma assurda che permette di pagare lo straordinario anche due anni dopo la prestazione. E’ un oltraggio a chi, ogni giorno, garantisce la sicurezza del Paese».

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