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RACITI, TISSONE (SILP CGIL): NON UCCIDIAMOLO ANCORA
(9Colonne) Roma, 2 feb - "A 10 anni dalla tragica scomparsa del nostro collega Filippo Raciti, il dolore si rinnova perché non si può e non si deve morire per una partita di calcio. In questi 10 anni, purtroppo, poco o nulla è cambiato, in particolar modo per le migliaia di operatori dei reparti mobili della polizia, senza contare il grande impegno degli altri uffici, che ogni settimana garantiscono la sicurezza delle manifestazioni sportive". Lo afferma Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil. "Soprattutto nel mondo del calcio - dice Tissone - molte società sportive continuano a mantenere rapporti ambigui con le frange più estreme del tifo e tanti, troppi pseudo tifosi frequentano gli stadi con l'unico obiettivo di creare disordini. Serve una vera cultura sportiva come una nuova cultura dell'ordine pubblico, serve soprattutto una responsabilizzazione totale delle società calcistiche che devono se indugi ammodernare gli impianti sportivi per rendere gli stessi più sicuri". "Non uccidiamo Raciti un'altra volta - conclude il segretario del Silp Cgil - e questo triste anniversario sia l'occasione di una reale ed attenta riflessione anche per la classe politica. Il nostro abbraccio più affettuoso alla vedova Marisa Grasso".
(red)
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Raciti:Silp Cgil,'cambiare,non uccidiamolo ancora una volta'
Sindacato, dopo 10 anni ci vuole una vera riflessione politica
(ANSA) - CATANIA, 2 FEB - "A 10 anni dalla tragica scomparsa
del nostro collega Filippo Raciti, il dolore si rinnova perche'
non si puo' e non si deve morire per una partita di calcio. In
questi anni, purtroppo, poco o nulla e' cambiato, in particolar
modo per le migliaia di operatori dei reparti mobili della
polizia, senza contare il grande impegno degli altri uffici, che
ogni settimana garantiscono la sicurezza delle manifestazioni
sportive". Lo afferma Daniele Tissone, segretario del sindacato
di polizia Silp Cgil.
"Soprattutto nel mondo del calcio - osserva Tissone - molte
societa' sportive continuano a mantenere rapporti ambigui con le
frange piu' estreme del tifo e tanti, troppi pseudo tifosi
frequentano gli stadi con l'unico obiettivo di creare disordini.
Serve una vera cultura sportiva come una nuova cultura
dell'ordine pubblico, serve soprattutto una responsabilizzazione
totale delle societa' calcistiche che devono senza indugi
ammodernare gli impianti sportivi per rendere gli stessi piu'
sicuri".
"Non uccidiamo Raciti un'altra volta - conclude il segretario
del Silp Cgil - e questo triste anniversario sia l'occasione di
una reale ed attenta riflessione anche per la classe politica.
Il nostro abbraccio piu' affettuoso alla vedova Marisa
Grasso".(ANSA).
TR-COM
02-FEB-17 10:07 NNNN
Raciti, Silp Cgil: non uccidiamolo ancora
(AGENPARL) – Roma, 2 feb 2017 – “A 10 anni dalla tragica scomparsa del nostro collega Filippo Raciti, il dolore si rinnova perché non si può e non si deve morire per una partita di calcio. In questi 10 anni, purtroppo, poco o nulla è cambiato, in particolar modo per le migliaia di operatori dei reparti mobili della polizia, senza contare il grande impegno degli altri uffici, che ogni settimana garantiscono la sicurezza delle manifestazioni sportive”.
Lo afferma Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil.
“Soprattutto nel mondo del calcio – dice Tissone – molte società sportive continuano a mantenere rapporti ambigui con le frange più estreme del tifo e tanti, troppi pseudo tifosi frequentano gli stadi con l’unico obiettivo di creare disordini. Serve una vera cultura sportiva come una nuova cultura dell’ordine pubblico, serve soprattutto una responsabilizzazione totale delle società calcistiche che devono senza indugi ammodernare gli impianti sportivi per rendere gli stessi più sicuri”.
“Non uccidiamo Raciti un’altra volta – conclude il segretario del Silp Cgil – e questo triste anniversario sia l’occasione di una reale ed attenta riflessione anche per la classe politica. Il nostro abbraccio più affettuoso alla vedova Marisa Grasso”.
Fonte: http://www.agenparl.com/raciti-silp-cgil-non-uccidiamolo-ancora/
Daniele Tissone, Silp Cgil: “Non uccidiamo Filippo Raciti un’altra volta”
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2 febbraio 2017
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Daniele Tissone, Silp Cgil: “Non uccidiamo Filippo Raciti un’altra volta”
“A 10 anni dalla tragica scomparsa del nostro collega Filippo Raciti, il dolore si rinnova perché non si può e non si deve morire per una partita di calcio. In questi anni, purtroppo, poco o nulla è cambiato, in particolar modo per le migliaia di operatori dei reparti mobili della polizia, senza contare il grande impegno degli altri uffici, che ogni settimana garantiscono la sicurezza delle manifestazioni sportive”. Lo afferma Daniele Tissone, segretario del sindacato di polizia Silp Cgil.
“Soprattutto nel mondo del calcio – osserva Tissone – molte società sportive continuano a mantenere rapporti ambigui con le frange più estreme del tifo e tanti, troppi pseudo tifosi frequentano gli stadi con l’unico obiettivo di creare disordini. Serve una vera cultura sportiva come una nuova cultura dell’ordine pubblico, serve soprattutto una responsabilizzazione totale delle società calcistiche che devono senza indugi ammodernare gli impianti sportivi per rendere gli stessi piu’ sicuri”.
“Non uccidiamo Raciti un’altra volta – conclude il segretario del Silp Cgil – e questo triste anniversario sia l’occasione di una reale ed attenta riflessione anche per la classe politica. Il nostro abbraccio più affettuoso alla vedova Marisa Grasso”.
Fonte: https://dv.poliziadistato.it/login?redirect_url=/
"Non uccidiamo Raciti un'altra volta"
A 10 anni dalla morte dell'ispettore. Il sindacato di polizia: "Serve una vera riflessione politica". Lo Monaco, ad del Catania: "Vicini alla famiglia"
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CATANIA - Anniversario della morte dell'ispettore Filippo Raciti, tante le inizative in città per ricordare i dieci anni dal tragico derby che costò la vita al poliziotto. Raciti morì durante gli scontri tra forze dell'ordine e i tifosi etnei al Massimino, il 2 febbraio del 2007, mentre si giocava il derby con il Palermo. Per la morte preterintenzionale del poliziotto sono stati condannati, con sentenza definitiva, due ultras del Catania: Daniele Micale e Antonino Speziale, quest'ultimo minorenne all'epoca dei fatti.
"A 10 anni dalla tragica scomparsa del nostro collega Filippo Raciti, il dolore si rinnova perché non si può e non si deve morire per una partita di calcio - afferma Daniele Tissone, segretario del sindacato di polizia Silp Cgil -. In questi anni, purtroppo, poco o nulla è cambiato, in particolar modo per le migliaia di operatori dei reparti mobili della polizia, senza contare il grande impegno degli altri uffici, che ogni settimana garantiscono la sicurezza delle manifestazioni sportive".
"Soprattutto nel mondo del calcio - osserva Tissone - molte società sportive continuano a mantenere rapporti ambigui con le frange più estreme del tifo e tanti, troppi pseudo tifosi frequentano gli stadi con l'unico obiettivo di creare disordini. Serve una vera cultura sportiva come una nuova cultura dell'ordine pubblico, serve soprattutto una responsabilizzazione totale delle società calcistiche che devono senza indugi ammodernare gli impianti sportivi per rendere gli stessi più sicuri".
"Non uccidiamo Raciti un'altra volta - conclude il segretario del Silp Cgil - e questo triste anniversario sia l'occasione di una reale e attenta riflessione anche per la classe politica. Il nostro abbraccio più affettuoso alla vedova Marisa Grasso".
"La morte di Filippo Raciti, dieci anni fa, impose allo stato di emanare una legge in cui si imponeva il rispetto di leggi già esistenti ma disattese tra proroghe e rimpalli", ha dichiarato il segretario dell'Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, Enzo Letizia, che fa riferimento "alla normativa voluta dall'allora ministro Pisanu che non trovò applicazione per molto tempo a causa delle resistenze di Società di Calcio ed Enti proprietari degli stadi per accollarsi i costi degli interventi strutturali agli impianti di gioco".
"Improvvisamente - aggiunge - si scoprì che era indispensabile una svolta radicale per porre un freno a quelle che erano le sistematiche guerriglie urbane che per anni hanno visto poliziotti di ogni ordine e grado rischiare e spesso soffrire per la loro incolumità fisica e paradossalmente gli strumenti normativi erano già stati individuati ed emanati ma mai applicati".
"Ecco perché - secondo Letizia - a dieci anni di distanza dobbiamo ribadire che Raciti fu una morte annunciata. Ed è anche per questo che il lutto per la sua morte si è radicato profondamente nel cuore e nella mente di tutti i poliziotti. Perché in ognuno, quel giorno, c'è stata la consapevolezza che chiunque di noi poteva essere al posto di Filippo".
"Come associazione funzionari della Polizia di Stato - conclude - ribadiamo il primo inderogabile principio che uno stato di diritto deve osservare: le leggi devono essere rispettate e questo rispetto non può essere barattato con niente e nessuno. E nella malaugurata ipotesi che ciò possa venire in mente a qualcuno, ricordo l'immagine del figlio di Filippo, mentre saluta la bara del padre, salutandolo alla visiera in una uniforme troppo grande per lui".
IL COMUNICATO DEL CALCIO CATANIA. "Oggi ricorre il decimo anniversario della tragica scomparsa dell'ispettore capo della Polizia di Stato Filippo Raciti, un uomo coraggioso caduto nell'esercizio di un dovere interpretato come una missione". Così ricorda il Calcio Catania che, sul proprio sito, "rende omaggio alla memoria del valoroso tutore dell'ordine e rivolge un affettuoso pensiero alla famiglia".
"Filippo è un esempio che vive nel tempo - afferma l'amministratore delegato della società, Pietro Lo Monaco - L'amore per la legalità che ha sempre affermato e difeso, spendendosi con generosità e valore, è un patrimonio che abbiamo il dovere di custodire, perché nella legalità è la vera speranza".
"Questo sport, che piace così tanto, non genera violenza - osserva l'ad del Catania - ma è spesso vittima della stessa: il calcio chiede di essere protetto dalla delinquenza e dagli eccessi. La nostra gratitudine per la comprensione di questa esigenza, sempre mostrata da Filippo, accarezza il ricordo dell'uomo e, attraverso la sua luminosa figura, riconosce la fondamentale importanza di chi opera con coscienza per la pubblica sicurezza".
"A dieci anni dall'incubo di quel 2 febbraio 2007 - conclude Lo Monaco - siamo vicini alla famiglia Raciti, con profondo rispetto".
Fonte: http://www.lasiciliaweb.it/articolo/147439
Calcio, 10 anni dalla morte di Raciti: l’omaggio del Catania
Morire di calcio, dieci anni fa. Oggi, 2 febbraio 2017, è il giorno del ricordo dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, ucciso nei pressi dello stadio Massimino di Catania, durante gli scontri tra tifosi etnei e forze dell’ordine, mentre si giocava il derby siciliano con il Palermo. Il club rossoazzurro, con una nota ufficiale sul proprio sito internet, ha voluto onorare la memoria di Raciti.
“Era un uomo coraggioso, caduto nell’esercizio delle proprie funzioni – si legge sul sito -, mentre faceva il proprio dovere. Rendiamo omaggio a un tutore dell’ordine ed esprimiamo vicinanza alla sua famiglia”. In mattinata, è arrivato anche il commento dell’amministratore delegato della società che milita in Lega Pro, Pietro Lo Monaco: “Filippo è un esempio che vive nel tempo. Il suo amore nei confronti della legalità è un patrimonio che va sempre difeso. Purtroppo, il calcio è vittima della violenza: ma è lo stesso sport che chiede di essere protetto e tutelato. Raciti ha sempre compreso questa esigenza e a lui andrà sempre la nostra gratitudine”.
Nel giorno dell’anniversario della morte di Raciti, inoltre, il segretario del Silp Cgil, Daniele Tissone, ricorda come ancora oggi il calcio sia investito da troppi episodi di violenza e che i problemi di allora non sono affatto risolti, specialmente a causa delle frange estreme del tifo organizzato: “Non uccidiamo Raciti una seconda volta – afferma Tissone -. Questo anniversario sia l’occasione per la classe politica di riflettere e per le società di rendere più moderni gli impianti sportivi, in modo tale da renderli più sicuri”.
Fonte: http://www.sportface.it/calcio/calcio-10-anni-dalla-morte-di-raciti-lomaggio-del-catania/131844
Calcio, ultrà: Silp, sindacato polizia. A dieci anni dall’uccisione di Raciti niente è cambiato
di Redazione - giovedì, 02 febbraio 2017 10:44 - Cronaca, Economia, Sport
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ROMA – Sono passati dieci anni da quella tragica sera quando l’ispettore di polizia Filippo Raciti morì per un colpo ricevuto a seguito degli scontri con i tifosi del catania davanti allo stadio etneo. Per l’omicidio sono stati condannati due ultrà. Daniele Tissone, segretario del sindacato di polizia Silp Cgil afferma: «a 10 anni dalla tragica scomparsa del nostro collega Filippo Raciti, il dolore si rinnova perché non si può e non si deve morire per una partita di calcio. In questi anni, purtroppo, poco o nulla è cambiato, in particolar modo per le migliaia di operatori dei reparti mobili della polizia, senza contare il grande impegno degli altri uffici, che ogni settimana garantiscono la sicurezza delle manifestazioni
sportive. Soprattutto nel mondo del calcio – osserva Tissone – molte società sportive continuano a mantenere rapporti ambigui con le frange più estreme del tifo e tanti, troppi pseudo tifosi frequentano gli stadi con l’unico obiettivo di creare disordini. Serve una vera cultura sportiva come una nuova cultura dell’ordine pubblico, serve soprattutto una responsabilizzazione totale delle società calcistiche che devono senza indugi ammodernare gli impianti sportivi per rendere gli stessi più sicuri.
Non uccidiamo Raciti un”altra volta – conclude il segretario del Silp Cgil – e questo triste anniversario sia l’occasione di una reale ed attenta riflessione anche per la classe politica.
Il nostro abbraccio più affettuoso alla vedova Marisa Grasso».
Concordiamo in pieno con le richieste e le riflessioni del sindacalista, purtroppo in questo ambito prevale il costume renziano, molte chiacchiere, molti annunci e pochi fatti concreti.
Fonte: http://www.firenzepost.it/2017/02/02/calcio-ultra-silp-sindacato-polizia-a-dieci-anni-dalluccisione-di-raciti-niente-e-cambiato/