CONSULTA: TISSONE (SILP CGIL), SENTENZA FERMA FUGA IN AVANTI VENETO SU SICUREZZA =
Roma, 12 nov. (Adnkronos) - "La Corte Costituzionale nella recentissima sentenza n.236 del 2020 ferma la fuga in avanti della Regione Veneto in materia di sicurezza. L'alto Consesso ha individuato nel 'controllo di vicinato', definito dall'art. 2, comma 2, come 'quella forma di cittadinanza attiva che favorisce lo sviluppo di una cultura di partecipazione al tema della sicurezza urbana ed integrata per il miglioramento della qualità della vita e dei livelli di coesione sociale e territoriale delle comunità, svolgendo una funzione di osservazione, ascolto e monitoraggio, quale contributo funzionale all'attività istituzionale di prevenzione generale e controllo del territorio', una evidente invasione di campo rispetto al legislatore nazionale". Lo afferma Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia SILP Cgil. "In particolare - prosegue Tissone - l'ultima parte del comma citato è palesemente ricondubile all'attività di prevenzione e repressione dei reati in senso stretto, considerata attinente al nucleo della 'sicurezza primaria' di esclusiva competenza statale. Il punto più avanzato della legislazione nazionale nella materia della "sicurezza integrata" è rappresentato dal cd. "decreto Minniti" [decreto-legge 20 febbraio 2017 n. 14 (Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città), convertito, con modificazioni, nella legge 18 aprile 2017, n. 48], che la sostanzia come «l'insieme degli interventi assicurati dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province autonome di Trento e Bolzano e dagli enti locali, nonché da altri soggetti istituzionali, al fine di concorrere, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze e responsabilità, alla promozione e all'attuazione di un sistema unitario e integrato di sicurezza per il benessere delle comunità territoriali". (segue) (Sod/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 12-NOV-20 19:37 NNNN

CONSULTA: TISSONE (SILP CGIL), SENTENZA FERMA FUGA IN AVANTI VENETO SU SICUREZZA (2) =
(Adnkronos) - "Nella sentenza n.285 del 2019 - afferma ancora Tissone - la Corte aveva già finemente evidenziato che «nel disegno del legislatore statale, l'intervento regionale dovrebbe assicurare le precondizioni per un più efficace esercizio delle classiche funzioni di ordine pubblico, per migliorare il contesto sociale e territoriale di riferimento, postulando l'intervento dello Stato in relazione a situazioni non altrimenti correggibili se non tramite l'esercizio dei tradizionali poteri coercitivi". "Pertanto la 'sicurezza secondaria' va esercitata in tale ambito e con le forme e modalità previste senza sconfinare nelle prerogative generali degli organi dello Stato", conclude. (Sod/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 12-NOV-20 19:37 NNNN

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