Il 25 Aprile assume quest'anno un sapore diverso, particolare. Perchè la guerra è tornata ad affacciarsi nel cuore dell'Europa e oggi come ieri dobbiamo difendere e riaffermare più che mai, in nome della Costituzione, i valori della Resistenza, della Democrazia e della Libertà. Da sempre come poliziotti democratici sentiamo particolarmente nostra questa ricorrenza, che è soprattutto una memoria che si rinnova. Un appuntamento che deve unire e non dividere, per ricordare una generazione di uomini, donne, ragazzi che hanno saputo lottare con grande passione, con il sacrificio della vita di molti, liberando il nostro Paese dalla feroce violenza nazi-fascista. La Polizia di Stato, che quest'anno ha festeggiato il 170 Anniversario, ha dato un contribuito importante alla lotta antifascista. Ci piace ricordare questo episodio: nel luglio del 1944 gli uffici della Questura di Udine vennero circondati dalle SS ed una quarantina di poliziotti vennero arrestati perché sospettati di attività antinazista. Dieci di loro furono deportati nei campi di concentramento e solo uno riuscì a sopravvivere, segnato però indelebilmente da quei tragici fatti. In ricordo dei 9 poliziotti uccisi per aver difeso la popolazione dalle violenze nazi-fasciste, il 22 aprile sono state posate a Udine, alla presenza del Capo della Polizia, nove pietre d'inciampo in via Treppo, sede dell'allora Questura. Questa è la nostra storia: civile, democratica e antifascista. Viva il 25 Aprile!

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